Jonathan Bazzi, età, carriera, libri: chi è lo scrittore

Il ragazzo, classe 1985, ha pubblicato nel 2020 "Febbre", un romanzo autobiografico apprezzato anche dalla critica

Jonathan Bazzi
newsby Ilaria Macchi25 Febbraio 2022


Jonathan Bazzi è uno degli scrittori più giovani, ma che si sta facendo apprezzare da tantissimi amanti della lettura grazie al libro che ha segnato il suo esordio, dal titolo “Febbre”. Il romanzo è autobiografico ed è ambientato nella periferia milanese, dove lui stesso è cresciuto (è nato infatti a Rozzano) e ha per protagonista un ragazzo che soffre di una malattia che mina la sua quotidianità, ma che lo porta a non arrendersi nonostante le oggettive difficoltà che si trova ad affrontare. Grazie a quest’opera è riuscito a ottenere la candidatura al “Premio Strega” nel 2020.

Jonathan Bazzi: uno scrittore giovane ma determinato

Jonathan Bazzi è nato a Milano nel 1985 ed è cresciuto a Rozzano, nella periferia milanese, luogo a cui resta ancora legatissimo. Da sempre ha una passione particolare nei confronti della letteratura femminile, oltre a interessarsi alle questioni di genere. La volontà di approfondire le sue conoscenze lo ha poi spinto a laurearsi in Filosofia

Recentemente il ragazzo ha pubblico il suo primo libro, ma all’attività di scrittore sta affiancando anche quella di giornalista: in questi anni è infatti riuscito a collaborare con testate importanti, quali Gay.it, Vice, The Vision e Il Fatto Quotidiano.

Il rapporto di trasparenza che è riuscito a instaurare con i suoi lettori lo ha portato a raccontare apertamente nel 2016 della sua sieropositività: “Ho l’HIV e vi racconterò tutto”, era stata la sua testimonianza in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, che si celebra ogni anno il 1° dicembre.

 

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Essere finalista al Premio Strega per il suo romanzo è stato per lui motivo di grande orgoglio, ma recentemente ha voluto raccontare al pubblico un altro fatto che lo ha reso davvero soddisfatto. Sul suo profilo social ha infatti pubblicato mesi fa un’immagine dell’opera in vendita al supermercato. Un dettaglio da poco per molti, ma non per lui, che ha capito di essere diventato popolare: “Era il mio solo e unico sogno. Febbre all’Esselunga” – ha scritto.

Nonostante le difficoltà che si trova a vivere a causa della malattia, l’ironia non gli manca. In molti, infatti, lo hanno definito “scrittore sieropositivo”, ma lui ha voluto fare una precisazione aggiuntiva, ovvero “per amor di completezza vi chiederei di aggiungere finocchio e balbuziente”.

Un rapporto trasparente con i lettori

In questi anni Jonathan si è fatto apprezzare anche per il suo coraggio e la determinazione, che lo hanno spinto a fare due diversi coming punt. Il ragazzo, che non vuole avere filtri di alcun tipo con il suo pubblico, ha infatti ammesso di essere omosessuale, oltre a rivelare di essere sieropositivo.

“Per l’omosessualità, il coming out non ha avuto una certa risonanza nella mia vita. Non l’ho capito a un certo punto, non ho dovuto attraversare la fase dell’accettazione – aveva raccontato in un’intervista a Open -. Non ha rappresentato una soglia, a differenza dell’Hiv. Sei mesi dopo aver scoperto di averlo contratto, ho pubblicato un articolo sulla mia sieropositività. Le persone attorno a me hanno manifestato delle “perplessità”. Ma sono contento di aver fatto coming out sulla sieropositività. La possibilità di appropriarmi di questa caratteristica e decidere io i termini del discorso, anche estetici, ha condizionato lo sguardo degli altri”.

Lo scrittore ha un compagno, Marcus.


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