Davide Maggio risponde ancora a Emma Marrone: “Impara ad accettare il tuo corpo”

Davide Maggio
Davide Maggio - Foto: Instagram
newsby Ilaria Macchi10 Febbraio 2022


Il botta e risposta tra Davide Maggio ed Emma Marrone prosegue. Il giornalista, fondatore del sito omonimo dedicato alle ultime novità relative al mondo della Tv, aveva criticato la cantante per uno dei suoi outfit sanremese sottolineando come fosse inopportuno presentarsi con una calza a rete “quando si ha una gamba importante”. Non era tardata ad arrivare la risposta della diretta interessata, che lo aveva accusato di “body shaming”, oltre a invitare le ragazze a non avere paura nè vergogna nel mostrare il proprio fisico.

Tutto finito? No. Il blogger ha preso nuovamente parola e ha chiarito il suo punto di vista ulteriomente.

Davide Maggio risponde ancora a Emma Marrone: il suo punto di vista

Nonostante le critiche che gli sono pervenute da più parti, Davide Maggio continua a essere convinto del suo punto di vista. A suo dire, non è stato sbagliato criticare l’outfit della cantante salentina, che dovrebbe così accettare le critiche senza arrabbiarsi troppo. Del resto, in occasione del Festival di Sanremo gli appassionati guardano sempre con curiosità il look dei protagonisti della kermesse.

La nuova risposta del giornalista è arrivata tramite il suo profilo Twitter: “Mi fa tanta tenerezza, punta sul body shaming per giustificare semplicemente una scelta di stile. Da Emma Marrone proprio non me l’aspettavo. Anche perché sa benissimo che quando aizza i suoi fan… la shitstorm che scatena è ben più pesante di un commento estetico. Vergognati”.

Ci sarà una nuova presa di posizione da parte dell’ex vincitrice di “Amici”? Al momento l’ipotesi non è da escludere. Lei, infatti, è da sempre determinata e grintosa e lo ha dimostrato anche all’Ariston, dove dal palco ha fatto il “gesto del triangolo” con le dita delle mani. La sua intenzione non era solo quella di simboleggiare la vagina, ma lanciare un messaggio per lei nobile: se molti uomini lo usano per oggettivizzare la “femmina”, Emma l’ha usato semmai per omaggiare la donna, per celebrarla.