Carmen Consoli, un percorso difficile per realizzare il grande sogno

La cantante voleva diventare mamma e lo ha fatto prendendo una decisione difficile ma coraggiosa

Carmen Consoli Rai
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newsby Ilaria Macchi1 Aprile 2022


Le soddisfazioni in carriera non sono mancate per Carmen Consoli, che aveva però da tempo dentro di sé anche un sogno da realizzare: diventare mamma. Ed è riuscita a farcela pur senza avere un compagno al suo fianco. Otto anni fa, infatti, l’artista siciliana ha deciso di sottoporsi alla fecondazione assistita e si è rivolta a una clinica specializzata di Londra.

La scelta di effettuare la procedura nella capitale inglese non è stata casuale. Qui è possibile per i bambini conoscere il nome del proprio padre biologico. Almeno per ora, però, suo figlio, che lei ha deciso di chiamare Carlo Giuseppe e che ha oggi otto anni, non sembra essere intenzionato a farlo.

Carmen Consoli e il sogno di diventare mamma: un percorso complicato

Ricorrere alla fecondazione assistita può essere faticoso, sia sul piano fisico, che su quello psicologico, ma in molti casi può rappresentare l’unica strada da percorrere quando si sogna di diventare mamma. Una situazione che corrisponde appieno a quanto accaduto a Carmen Consoli, che non voleva rinunciare all’idea di avere un figlio pur senza avere un uomo al suo fianco con cui concepirlo.

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Il percorso seguito dalla cantante è durato ben due anni e l’ha portata anche a sottoporsi a test psicologici volti a capire se lei potesse crescere un figlio in autonomia. Lei non voleva però privare a priori il suo bambino della possibilità di conoscere il padre ed è per questo che ha scelto una struttura che le garantisse questo.

Ho avuto una lista innanzitutto di donatori compatibili – ha raccontato in un’intervista a ‘Il Corriere della Sera‘ -. Io sono zero negativo per cui è molto complicata la combinazione anche dal punto di vista biologico. Quando lui avrà quindici anni per legge conoscerà, se vorrà, il suo papà. Al momento non è intenzionato. Io ho cercato di mandare una lettera per anticipare questo momento perché, chiunque sia questo padre a cui io sono molto grata, secondo me gioirebbe nel vedere un bambino così. Quindi non vorrei fargli perdere l’emozione di farglielo conoscere ora. Carlo non è intenzionato perché ha paura che qualcuno occupi il letto grande. Mi ha detto però una cosa molto importante: ‘Potresti traumatizzarmi'”.

L’assenza di una figura paterna stabile al suo fianco al momento non ha comunque causato problemi al bambino: “Ha molte figure maschili importanti intorno a sé – chiarisce l’artista -. Sono tutti i suoi zii, le persone che frequentano questa casa e che gli dedicano veramente tanto tempo”.

La decisione di parlare apertamente della sua storia è stata fatta con uno scopo ben preciso da Carmen. Lei, infatti, vorrebbe che una pratica simile potesse essere introdotta anche in Italia, in modo tale da permettere a chi desidera diventare mamma di farlo anche da single. Per chi si trova in questa situazione anche un’adozione è quasi del tutto preclusa.

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Almeno per ora, però, le leggi in vigore non lo permettono. “La nostra legge sull’inseminazione artificiale ha come punto di partenza, un cardine, base, che le tecniche di inseminazione artificiale sono ammesse solo per le coppie e per le coppie di sesso diverso“, ha spiegato l’avvocato Carlo Romani.

L’unica strada al momento è quindi quella di andare all’estero, operazione che richiede un notevole dispendio di energie, oltre che sul piano economico.


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