Tornado, ecco quali sono le zone più a rischio in Italia

Un lavoro di ricerca realizzato dal Cnr-Isac è riuscito ad aggiungere importanti informazioni su questi eventi atmosferici nel nostro Paese

Tornado
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newsby Redazione13 Gennaio 2023


Un lavoro di ricerca realizzato dal Cnr-Isac, che ha analizzato 32 anni di dati, dal 1990 al 2021, e 445 tornado che si sono abbattuti su tutta l’Italia, è riuscito ad aggiungere importanti informazioni su questi eventi atmosferici nel nostro Paese permettendo anche di capire quali sono le aree più a rischio.

Le aree più colpite dai tornado in Italia

Ad essere particolarmente colpite dai tornado in Italia sono le aree che si affacciano sul Mar Tirreno, in particolare il Lazio, e le regioni sud-orientali, come la Puglia e la Calabria, ma anche, a nord del Paese, la Pianura Padana, come messo in luce anche da precedenti lavori degli stessi autori. La ricerca condotta dal Cnr-Isac è stata pubblicata sulla rivista Atmospheric Research. Recenti studi hanno evidenziato come i tornado nell’area mediterranea, e in Italia in particolare, non siano degli eventi rari. Il lavoro condotto dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), pubblicato su Atmospheric Research, conferma l’esistenza di specifiche aree maggiormente affette da tornado di forte intensità. “L’intensificazione di tali fenomeni, nel corso degli anni, è condizionata anche dal cambiamento climatico in atto, essendo confermato che esistono delle forzanti specifiche, come la temperatura superficiale del mare, con un ruolo importante nello sviluppo di tali eventi”, ha spiegato Elenio Avolio, del Cnr-Isac.

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“Le regioni centrali tirreniche sono un hot-spot per i tornado”

“Le regioni centrali tirreniche Italiane possono essere definite come un hot-spot per i tornado nell’area mediterranea. A tale riguardo, sono stati analizzati 32 anni di dati (1990-2021), isolando un numero considerevole di eventi tornadici ad elevata intensità (445 su tutta Italia). Le analisi statistiche sono state condotte analizzando sia misure (radiosondaggi) sia output da modelli a grande scala (re-analisi), al fine di individuare le condizioni atmosferiche dominanti associate ai tornado individuati. È stato quindi possibile definire delle specifiche configurazioni atmosferiche prevalenti, potenzialmente favorevoli al loro sviluppo nell’area in studio”. Per quanto riguarda il Tirreno le condizioni atmosferiche medie sono caratterizzate da un’area di bassa pressione sull’Italia nord-occidentale, sia in quota che in superficie, e da venti al suolo sud-occidentali in grado di trasportare aria più calda della media verso le regioni colpite. L’utilizzo di modelli meteorologici previsionali ad alta risoluzione, nel corso degli anni, ha consentito di raggiungere livelli importanti di conoscenza sulla dinamica di tali eventi, che per definizione sono altamente localizzati nel tempo e nello spazio e, quindi, particolarmente difficili da prevedere.

Lo studio del tornado nel Lazio nel 2019

Un tornado verificatosi sul litorale laziale il 28 luglio 2019, tristemente noto per aver causato la morte di una persona, è stato scelto come caso studio e analizzato in dettaglio mediante simulazioni numeriche ad alta risoluzione (modello ad area limitata WRF), al fine di comprendere al meglio le caratteristiche dinamiche e verificare la capacità predittiva di un simile fenomeno. “I risultati hanno mostrato come sia possibile prevedere con successo valori elevati di specifici indicatori d’instabilità atmosferica e di convezione profonda tipici dei tornado, nonché di simulare correttamente la struttura delle celle convettive responsabili della genesi di tali eventi”, conclude il ricercatore. “Il risultato pone l’accento sull’importanza di un sistema meteorologico integrato modellistico/osservativo dedicato al monitoraggio e alla previsione operativa di tali fenomeni intensi”.

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Cos’è un tornado e come si forma

Un tornado è definito come un fenomeno meteorologico improvviso e violento, nel suo epicentro il vento raggiunge i 600 chilometri l’ora e l’aria ha una pressione bassissima, inferiore ai 900 millibar. Perché si crei un tornato sono è necessaria un’elevata umidità ed un’elevata instabilità dell’aria. Durante un temporale la pressione atmosferica si abbassa: di norma il calo è di 2-3 millibar, mentre quando si crea un tornado la pressione scende in maniera improvvisa di 60-70 millibar in pochi minuti. L’aria viene attirata in maniera violenta verso il centro della perturbazione, ma a causa della forza di Coriolis (che influisce sul moto delle masse d’aria e che dipende dalla rotazione della Terra), ruota verso destra e si trasforma in un vortice che può avere un’ampiezza anche di 300 metri e che si sposta coprendo un percorso di circa 30 chilometri. Come detto, il tornado si crea durante forti temporali, quando avviene questo processo è visibile la caratteristica forma a imbuto al di sotto delle nubi.


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