Finalmente svelato il mistero del “buco gravitazione” nell’Oceano Indiano

Nell'Oceano Indiano c'è un'area in cui la forza di gravità è più debole che sul resto del pianeta, e oggi grazie ad uno studio sappiamo ufficialmente il perché

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Newsby Matilde Brizzi 24 Luglio 2023

La forza di gravità – quella forza di attrazione che ci fa stare con i piedi ben ancorati a Terra e coi capelli verso il basso invece che in qualsiasi altra direzione – non è uguale in ogni punto del nostro pianeta. Esiste un punto preciso, localizzabile nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, in cui è più debole in assoluto rispetto a tutto il resto della superficie terrestre. Questo vasto “buco gravitazionale” è conosciuto come “Indian Ocean Geoid Low” (IOGL).

L’esistenza del “buco” è nota già dagli anni Cinquanta, ma sulla sua causa erano state fatte soltanto ipotesi. Ora un gruppo di ricerca dell’Indian Institute of Science le ha finalmente chiarite tramite uno studio.

Perché la forza di gravità “varia”

Lo IOGL si tratta di un’area estesa più di 3 milioni di chilometri quadrati, situata circa 1200 km a sud-ovest dal punto più meridionale dell’India. Per capire il fenomeno dobbiamo innanzitutto sapere come mai la forza di gravità può variare da un luogo a un altro della superficie terrestre.

La Terra, come sappiamo, non ha una forma perfettamente sferica. Essa è leggermente schiacciata ai poli (forma ellissoidale) a causa della forza centrifuga generata dal moto di rotazione del pianeta. Il solido geometrico che si avvicina maggiormente alla forma della Terra è l’ellissoide di rotazione, ma in realtà nemmeno questo è adeguato a descriverne precisamente la forma, poiché non tiene conto della sua superficie irregolare, che presenta rilievi e depressioni.

Il solido che quindi rappresenta meglio la forma della Terra è un geoide – o il geoide, dato che prende il nome dalla Terra stessa – la cui superficie è perpendicolare in ogni suo punto alla direzione della forza di gravità locale. Capiamo meglio cosa significa questo.

Un pattern di onde del mare o dell'oceano che scalano dal celeste al blu profondo in basso
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Se la Terra fosse una sfera perfetta e se il suo interno fosse costituito da rocce omogenee, la forza di gravità sarebbe identica in ogni punto del pianeta, il quale però, come abbiamo detto, presenta una superficie irregolare e rocce variabili al suo interno. Questo porta ad un’importante conseguenza: dove c’è acqua o ci sono rocce meno dense la forza di gravità è minore, mentre dove ci sono rilievi o rocce più dense, la forza di gravità aumenta.

il buco gravitazionale IOGL

La scoperta del buco gravitazionale IOGL risale ormai a settanta anni fa, e già da qualche tempo la causa era stata attribuita alla risalita nel punto dell’oceano di rocce molto calde, e quindi meno dense.

I nuovi studi hanno confermato l’ipotesi, basandosi su simulazioni dei movimenti delle placche litosferiche nel passato, a partire da 140 milioni di anni fa fino ad oggi.

Il “buco” si troverebbe in corrispondenza dei resti del fondale dell’oceano Tetide, che più di 200 milioni di anni fa separava i supercontinenti Laurasia e Gondwana, i quali aggregavano insieme tutti i continenti oggi conosciamo come “divisi”.
L’insieme di quello africano e indiano formava anticamente il Gondwana, fino a quando, 120 milioni di anni fa, l’India si è separata dall’Africa ed è migrata verso nord. Tra le due superfici si è così aperto l’Oceano Indiano, mentre il fondale della Tetide è sprofondato nel mantello, si è fuso piano piano, continuando a causare sino a oggi la risalita di rocce fuse, le vere e proprie cause del buco gravitazionale di IOGL.

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