Incendi, cosa prevede la legge italiana per punire i piromani

Appiccare incendi costa caro, fino a dieci anni di carcere. Il problema è che resta spesso impunito. Intanto si discute su come inasprire le pene

Incendi, cosa prevede la legge italiana per punire i piromani
Credit: Unsplash by Matt Palmer
newsby Redazione11 Agosto 2021


Gli incendi anche quest’anno hanno devastato ettari e ettari di bosco e di macchia mediterranea un po’ in tutte le regioni italiane, in particolare la Sardegna, la Sicilia e la Calabria. Creando danni enormi al paesaggio e rischi all’incolumità delle persone.

E l’aspetto più inquietante, come riportato dai dati raccolti dai Carabinieri, è che solo nel 2 per cento dei casi i roghi hanno causa naturale. Ad esempio un fulmine durante un temporale. Il resto sono provocati dall’uomo. A volte a causa di comportamenti superficiali o disattenzioni, ad esempio di persone che accendono un fuoco in campeggio o in pineta o semplicemente non spengono un mozzicone di sigaretta

Chi sono gli autori degli incendi dolosi

Nel 57,4 per cento dei casi, però, si tratta di incendi dolosi. Il profilo di chi appicca gli incendi è vario. A volte è per calcolo economico o personale, oppure per vendetta, e spesso in entrambi i casi dietro c’è la mafia. Infine, una percentuale è di persone malate, con l’ossessione di appiccare il fuoco. Sono i cosiddetti piromani.

Il reato di incendio boschivo nel sistema giuridico italiano è molto grave. Le pene arrivano fino a 10 anni, che salgono a 15 in caso di danno permanente all’ambiente. Le associazioni ambientaliste e alcuni esponenti politici chiedono pene ancora più severe, come contestare nei casi più gravi anche il disastro ambientale, oppure sequestrare tutti i beni del piromane.

Cosa prevede la normativa italiana

La norma italiana di riferimento è l’articolo 423 bis del codice penale. “Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio è cagionato per colpa (ovvero per negligenza, imprudenza o imperizia ndr), la pena è della reclusione da uno a cinque anni. Le pene previste sono aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette. Sono, infine, aumentate della metà, se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente“.

Ciò che spesso manca, purtroppo, è la concreta possibilità, per la magistratura e le forze dell’ordine, di individuare con esattezza gli autori del reato. Ad esempio, secondo Legambiente nel 2016 in tutta Italia ci sono stati 4.635 incendi, ma solo 322 persone denunciate e 14 arrestate per lo stesso reato.


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