La Francia ha annunciato che a partire da metà settembre comincerà a somministrare la terza dose dei vaccini anti-Covid alla “popolazione a rischio”. Quindi inizialmente i soggetti fragili e gli anziani. Lo ha annunciato oggi il portavoce del governo Gabriel Attal, dopo una riunione del consiglio dei ministri.
La Francia si unisce così alle altre nazioni che si preparano alla terza dose di vaccini. Nel Regno Unito è già arrivato il via libera del governo e del servizio sanitario nazionale (Nhs). Anche Israele ha annunciato che procederà con le somministrazioni agli over 60 già vaccinati.
Eppure, solo una settimana fa, l’Oms aveva fatto un appello alle nazioni occidentali, più avanti nella campagna vaccinale, a non fare un richiamo con la terza dose. Il motivo era dare priorità alla vaccinazione di quei Paesi del mondo che per forza di cose sono rimasti indietro nella campagna di immunizzazione.
Pfizer BioNTech aveva, invece, reso noto che avrebbe chiesto alle autorità regolatorie l’autorizzazione per la terza dose del vaccino anti-Covid. In effetti, i dati citati dall’azienda provano un incremento del livello di anticorpi da cinque a dieci volte.
I dati di Israele sembrerebbero, in effetti, andare nella direzione del richiamo. Infatti, per chi si è vaccinato a gennaio, l’efficacia del vaccino si è ridotta al 16 per cento. Prima di eventuali allarmismi, è bene notare che la protezione dalla malattia grave resta tra l’86 e il 94 per cento, e per la protezione dai ricoveri tra l’82 e il 91 per cento.
La necessità di una terza dose, inoltre, pare molto legata alla presenza o meno di nuove varianti, che potrebbero richiedere un richiamo e una modifica del vaccino per rendere più efficace la risposta immunitaria.
Andrea Costa, il sottosegretario alla Salute, alcune settimane fa ha fatto chiarezza sulla situazione e le tempistiche. “Per la terza dose di vaccino anti-Covid ci vorrà probabilmente un anno” dal primo ciclo, ha spiegato. “Abbiamo iniziato a vaccinare a fine dicembre 2020, quindi le terze dosi potrebbero essere somministrate a fine dicembre”, ha aggiunto.
Gli esperti stanno comunque monitorando la situazione per stabilire se, almeno nel caso dei soggetti fragili, sia consigliabile anticipare di alcuni mesi il richiamo. In particolare con gli immunodepressi, poi il personale sanitario e, infine, dal 2022 ripartire con gli over 80.
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