Quello strano malessere che ti fa pensare subito al cuore: cosa sono i dolori intercostali

newsby RaffaM19 Novembre 2022


Non è una regola universale ma, molto spesso, due indizi fanno una prova. Vale un po’ per tutti gli ambiti, incluso quello medico.

Dolori intercostali e rimedi – Newsby.it

Nel quale, però, i sentori di una possibile patologia vanno tenuti in debita considerazione anche nel momento in cui non ve ne fosse che uno. Anche perché, spesso, la tendenza ad affidarsi alle diagnosi “fatte in casa”, basate su esperienze pregresse piuttosto che su competenze mediche, finisce per prendere il sopravvento, portando a potenziali situazioni di rischio. È interessante notare come, in alcune circostanze, persino gli stessi termini diagnostici possano essere fraintesi. O, nondimeno, estesi a situazioni che non riguardano il loro specifico campo. Quando si parla di “dolore intercostale”, ad esempio, si fa riferimento a una casistica piuttosto ampia, più o meno come avviene per il termine “raffreddore”. Numerosi sintomi, anche se non tutti limitati a un’area specifica del nostro corpo. Per “intercostale” si fa riferimento alla zona toracica e, spesso, tale localizzazione dà luogo ad alcune imprecisioni. Alcuni parametri, in questo senso, possono tornare utili. In primis, durata e intensità del dolore, oltre che la regione nella quale si manifesta.

Dolore intercostale: quando e dove

Con dolore intercostale si fa quindi riferimento a sintomatologie che possono interessare numerose strutture, a cominciare da mossa, muscoli e legamenti. E anche le cause vanno ricercate in un novero piuttosto ampio. Gli stessi sintomi possono manifestarsi in momenti diversi, rendendo complicato l’accostamento immediato a una determinata situazione. Ad esempio, i dolori colpiscono durante il riposo come in fase di movimento, con il comune denominatore dell’atto della respirazione come momento di manifestazione.

Dolori intercostali – Newsby.it

Una volta individuata l’area del dolore, il passo verso la diagnosi dovrà tener conto di diversi fattori. Innanzitutto la storia clinica del paziente, a cominciare da pregressi interventi chirurgici o malattie già appurate in passato (soprattutto a livello cardiopolmonare). Mantenendo una particolare attenzione sui cosiddetti “eventi acuti” (ossia sui picchi di dolore) e sulla rapidità con la quale questi si manifestano. Chiaramente, anche la situazione influisce in buona misura. Ad esempio, se il dolore intercostale dovesse manifestarsi a seguito di intensa attività motoria (si fa riferimento anche a sforzi effettuati in ambito domestico), potrebbero salire le probabilità di danni ossei o muscolari, come fratture, contusioni e stiramenti. Altre situazioni particolarmente gravi possono condurre a diagnosi (mediche ovviamente) più immediate, come il pneumotorace provocato da forti traumi perforanti la pleura. In questi casi, il dolore potrebbe essere provocato dalla rottura di una vescicola. Tale problematica, tuttavia, può manifestarsi anche in modo spontaneo, qualora il soggetto fosse fisicamente predisposto. Il pneumotorace provoca dolori intensi e problemi respiratori, in quanto l’estensione del torace risulterà difficoltosa nella metà interessata a causa del collasso del polmone.

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Apparato respiratorio e non solo

Il parametro di comparazione è sempre un soggetto sano. Nel caso di un individuo assiduo fumatore, oppure affetto da infezioni delle vie respiratorie, il dolore intercostale potrebbe essere indicatore di possibili complicazioni alle vie aeree inferiori (come la polmonite), alveoli e tessuti polmonari. In questi casi, assieme al dolore, l’infezione provoca una respirazione più faticosa, oltre a sintomi paralleli come febbre e freddo. Possibile anche un caso di pleurite, infiammazione che colpisce la membrana polmonare (ovvero la pleura), provocando tosse e dolore intenso anche durante la semplice respirazione. Occhio, però, a limitare all’apparato respiratorio il raggio di azione di un dolore intercostale. Spesso, infatti, anche le forme di artrosi possono colpire le articolazioni fra costole e sterno, provocando infiammazioni indicate come costocondrite. Lo stesso vale per le nevralgie, come quella erpetica, individuabile anche da manifestazioni cuteanee come herpes zoster. Persino un’ernia del disco potrebbe ripercuotersi nella regione toracica.

Due situazioni ingannevoli

Allo stesso modo, attenzione a non confondere alcune situazioni con dolore intercostale. I casi di angina pectoris e di reflusso gastroesofageo, infatti, si manifestano apparentemente come dolori di questo tipo anche se le ragioni vanno ricercate altrove. Nel primo caso, infatti, la sindrome è provocata da uno sforzo fisico eccessivo, oppure da una situazione di stress psicologico. Il dolore è inizialmente poco più di un fastidio che, rapidamente, si estende alla regione toracica generando un forte senso di oppressione. Nel secondo, invece, il dolore si circoscrive alla parte centrale del torace e nella zona superiore della schiena, associandosi a sintomi come mal di gola e tosse. Chiaro che, nel momento in cui ci si dovesse trovare in situazioni di questo tipo in modo cronico, un consulto medico servirà a togliersi ogni dubbio. Come sempre, le diagnosi “fai da te” non solo lasciano il tempo che trovano ma possono rivelarsi controproducenti.