Amiloidosi, Limongelli: nota solo la punta dell’iceberg della malattia

È una patologia considerata rara ma che è parte di una patologia più complessa

newsby Francesco Marzullo1 Luglio 2021



Nel corso di un’intervista ai nostri microfoni, Giuseppe Limongelli, il responsabile del centro di coordinamento malattie rare della Regione Campania, ha parlato dell’amiloidosi. Con questo termine si indica un gruppo di malattie caratterizzate dall’accumulo di materiale proteico, noto come amiloide. “Oggi conosciamo solo la punta dell’iceberg dell’amiloidosi cardiaca. Si tratta di una patologia considerata rara, che fa parte di una malattia più complessa che colpisce vari organi, tra cui il cervello,  reni e il sistema gastroenterico. È una patologia progressiva, per cui il ritardo diagnostico può essere dirimente. Purtroppo sappiamo che il ritardo diagnostico nelle malattie rare può essere un problema serio. Si stima mediamente un ritardo tra i quattro e i sette anni, che diventa inaccettabile laddove abbiamo a disposizione tecniche diagnostiche molto potenti. Abbiamo anche dei trattamenti specifici per l’amiloidosi cardiaca“.

Come si può contrastare il fenomeno del ritardo diagnostico? Penso che ci siano tre parole chiave. Informazione, per il grande pubblico. Formazione, per gli operatori del sistema sanitario e per le istituzioni. Pdta, un termine semplice che vuol dire “percorsi”, una luce per pazienti che spesso passano da un medico all’altro senza trovare una presa in carico“, ha aggiunto Limongelli.

Amiloidosi, al San Matteo il centro di riferimento nazionale


Anche la professoressa Laura Obici, esperta del centro per la cura delle amiloidosi sistemiche della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, ha parlato dell’dell’amiloidosi . “Il Policlinico San Matteo è il centro per la cura delle amiloidosi sistemiche. È stato fondato molti anni fa dal professor Merlini e da sempre si dedica alla cura di queste malattie, che richiedono una diagnosi differenziale accurata“.


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