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Salvini e la giustizia: “Brusca libero e io rischio 15 anni, disgustoso”

Un Matteo Salvini senza freni torna all’attacco a margine della conferenza stampa di presentazione del referendum sulla giustizia. E, commentando la scarcerazione di Giovanni Brusca, avvenuta in queste ore, torna a mettere sotto i riflettori i suoi casi processuali. In particolare quello legato al caso Open Arms, per il quale sarà giudicato il prossimo 15 settembre.

Salvini tra stato di diritto e laicità

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Il caso Brusca è disgustoso. È vero, si è seguita la legge. Ma è una legge sbagliata. Io vado a processo e rischio 15 anni di carcere, e invece lui che ha sciolto un bambino nell’acido è tornato libero. È un insulto alla memoria di chi combatte la mafia“. Così Salvini sulla scarcerazione di Brusca. Quindi, tornando alla vicenda Open Arms: “La Madonna ha cose più importanti da seguire. Io ho solamente chiesto di proteggere l’Italia. Le Pen chiede laicità nel movimento europeo? Io credo in Dio e nel cuore immacolato di Maria. Non voglio imporre niente a nessuno“, ha aggiunto.

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Quindi un commento sulle nuove riaperture e sui motivi dietro il referendum sulla giustizia. “Oggi gli italiani tornano alla libertà, un vero e proprio ritorno alla vita e alla partecipazione – ha affermato Salvini –. Dal 2 luglio potranno anche partecipare al cambiamento della giustizia, firmando i sei referendum promossi dai Radicali e dalla Lega. Un Paese civile è anche quello che ha tempi giusti per ottenere giustizia. Questo referendum è utile per accelerare i tempi in Parlamento. Coinvolgere 60 milioni di italiani è un qualcosa di democratico e rivoluzionario. Chi sbaglia deve pagare. Al Governo, sulla giustizia, c’è qualcuno che frena“.

Il referendum sulla giustizia e il blocco dei licenziamenti

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Noi lavoriamo per unire, semplificare e per essere più forti e uniti – ha rilanciato Salvini –. Il referendum sulla giustizia sarà una grande occasione, non solo per il centrodestra ma per 60 milioni di italiani. Perché c’è bisogno di un Paese più veloce, più rapido, più efficiente, con meno perdite di tempo e burocrazia. Con processi rapidi e certezza della pena. Sono contento che siamo protagonisti di questo cambiamento“.

A me il tavolo per parlare di blocco dei licenziamenti con Letta interessa meno di zero. Io preferisco discutere con le imprese e i lavoratori. Cerco di trovare un punto d’incontro per aiutare le imprese a non licenziare e i lavoratori che perdessero il lavoro a trovarne un altro il prima possibile“, ha continuato Salvini, rispondendo alla domanda su di un possibile tavolo con il segretario del Pd.

Salvini nella sede dei Radicali: “Seguivo Pannella”

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Quindi un ultimo commento, sull’anomala alleanza con il Partito Radicale. “Oggi mi sento in casa – ha rivelato Salvini –. Da ragazzo seguivo le dirette e gli interventi di Marco Pannella, lo faccio ancora oggi. Su molti temi è stato un visionario, su altri mi trovo ancora lontano. Nel piccolo, da ministro, ho cercato di comportarmi come face lui. E ne sto pagando le conseguenze“, ha concluso rispondendo alla domanda se non si sentisse fuori luogo dentro la sede dei Radicali Italiani.

Davide Di Carlo

Classe 1986, abruzzese cresciuto a Roma, sono assistente universitario e autore di una pubblicazione e di un romanzo. Appassionato di Medio Oriente e politica, seguo i lavori delle istituzioni italiane. Sono laureato in Scienze della Comunicazione, ramo politico-istituzionale, presso l’Università di Roma Tor Vergata. Dal 2017 sono un giornalista pubblicista.

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