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Sala: “Letta e Di Maio? Darò una mano. Alleanza con M5s? Not in my name”

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Voglio dare una mano per aiutare ad allargare il campo della mia parte politica. A mio avviso l’unico modo che ha il centrosinistra per uscirne bene è cercare di allargare il campo. Quindi il mio contributo lo sto dando da questo punto di vista“. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando l’incontro di ieri a Roma con Luigi Di Maio ed Enrico Letta.

Che cosa è emerso dall’incontro con Di Maio e Letta

Dal primo cittadino del capoluogo lombardo è arrivata anche un’importante precisazione. “Io non avrò nessun ruolo politico futuro, per me non cambia nulla. L’unico mio ruolo possibile è qui a Milano, e questo lo dico con certezza. Escludo ogni mia candidatura ed escludo che il mio nome sarà su qualunque lista“, ha aggiunto infatti Sala.

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Di Maio ha più che riconosciuto che bisogna andare oltre il Reddito di cittadinanza e trovare una nuova formula, non rincorre nostalgie su questo punto. Il Reddito per me è stata una buona intuizione, ma con una cattiva gestione. L’unica cosa che ho chiesto a Letta è di lavorare affinché in questo momento si azzerino i veti“, ha precisato Sala, a proposito dell’incontro di Roma. “Di Maio ha manifestato a Letta la disponibilità a fare parte del centrosinistra e sta cercando di capire chi può essere con lui per allargare il livello di offerta – ha aggiunto il primo cittadino –. Se qualcuno giudica negativo il fatto di allargare un campo che parte sfavorito, lo dica. Ma se non si prova ad allargare il campo, si perde“.

Sala e la chiusura al M5s: “Io ci credevo, ora è totale”

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Quando sento dire” dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Fabio Pizzul, “che in Lombardia dovevamo essere con i 5 Stelle, la mia risposta è: ‘Not in my name’. Io non ci sto“, ha quindi affermato Sala, che è intervenuto a margine della commemorazione per il 29esimo anniversario della strage di via Palestro.

A chi gli chiedeva se c’è margine per ricucire i rapporti del Pd con il M5S, Sala ha risposto: “No, no, lo dico in buona fede. E sono stato uno di quelli che per primo anni fa diceva ‘guardiamo ai 5 Stelle, al loro elettorato e alle loro idee’. Però dopo tutto quello che è successo, e soprattutto col posizionamento che stanno avendo, non credo“.

Da Renzi a Bonino e Calenda: l’opinione di Sala sulle alleanze

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Diverso il discorso che riguarda una possibile alleanza con Italia Viva. “Renzi mi pare più isolato – ha sottolineato Sala –. C’è da una parte del Pd un atteggiamento negativo nei suoi confronti, e quindi credo che stia seriamente valutando la possibilità di correre da solo. In un modo o nell’altro Renzi sarà della partita. La campagna elettorale è così breve che credo bisogna distinguere un po’ tra la politica e la partitica. Adesso si ragiona molto anche di partiti, ma il problema è anche chi candidare“.

Per esempio il patto di desistenza evocato da Emma Bonino ha senso, ma nella misura in cui chi chiede questo patto poi non pone veti sul fatto che ci siano altri“, ha spiegato Sala. E a chi gli chiedeva se fosse un messaggio diretto al leader di Azione, Carlo Calenda, il sindaco di Milano ha risposto: “È a tutti quelli che pongono veti, magari non è solo lui. Non è semplicissimo immaginare di far coesistere personalità come quella di Fratoianni con Calenda, ma io penso che si debba provare“.

Le priorità verso le elezioni in Lombardia

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Quindi resta il lavoro a Milano da sindaco, a cui si aggiunge la disponibilità a ricavarsi un ruolo da collante in vista delle elezioni nazionali. C’è però un campo in cui Sala non vuole scendere. “Non credo che io mi debba occupare della Regione Lombardia – ha spiegato –. Con Moratti io ho un rapporto assolutamente buono e tranquillo, però quello che sta succedendo in Regione Lombardia non è nella mia agenda“.

Sala ha risposto ai cronisti, che gli chiedevano se ha visto o ha in programma un incontro con la vicepresidente della Regione, Letizia Moratti. La priorità del sindaco di Milano, in vista delle regionali, è però diversa. “Per me è importante avere il nostro candidato, e su questo ho sollecitato ancora Letta. Il centrosinistra avrà il suo candidato e io penso solo a questo“, ha concluso il sindaco di Milano.

Alessandro Boldrini

Classe 1998, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione alla Statale di Milano, sono giornalista pubblicista dal 2019. Mi occupo di cronaca nera, giudiziaria e inchieste sulla criminalità organizzata. Ho mosso i primi passi nella cronaca locale, fino a collaborare con il quotidiano statunitense The Wall Street Journal. Sono un attivista antimafia e partecipo come relatore ad assemblee pubbliche sul tema al fianco di magistrati ed esperti del settore. Amo il calcio, la musica, il cinema e la fotografia.

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