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G8 Genova, Majorino: “Grave errore non indagare responsabilità vertici”

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A vent’anni di distanza dal G8 di Genova, l’eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majorino ha parlato di quanto avvenuto durante quelle giornate. In particolare ha condannato le violenze che si sono verificate.  “Quell’azione repressiva è stata terrificante. La violenza dei black block, certamente sottovalutata da alcuni movimenti che erano a Genova e che è stata funzionale all’azione repressiva, non giustifica in alcun modo quello che si è verificato. Si è persa l’occasione, o non si è stati all’altezza del compito, quando si è deciso di non andare a fondo sul piano delle responsabilità“, ha spiegato Majorino.

Alcuni hanno pagato, ma quando non sei di fronte a un episodio, ma a una azione di più giornate, che si verifica in più parti della città, quando sei davanti a una vicenda terrificante come la Diaz, ci sono responsabilità al vertice dello Stato che devono essere indagate. Non si è fatto. Non so se ci avrebbe permesso di evitare situazioni gravi come quelle nelle carceri degli ultimi mesi, ma è certo che si è sbagliato gravemente a non farlo“, ha aggiunto l’eurodeputato.

G8 Genova, Majorino: “Istanze cambiamento sacrosante, tenerle vive”

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Majorino si è anche soffermato su quelli che sono stati gli aspetti positivi del G8 di Genova. “Le giornate di Genova sono state per me molto significative. Genova è stata molto ricca durante quelle giornate, ma anche nella fase successiva, con la mobilitazione sull’articolo 18, le manifestazioni per la pace, il Social Forum di Firenze. Vorrei vederla tutta la ricchezza di quell’esperienza. Ovviamente sono state giornate drammatiche con l’evento terribile di (Carlo) Giuliani e l’azione repressiva, Bolzaneto, la mattanza della Diaz. I repressori hanno ottenuto il loro obiettivo: non far parlare quella mobilitazione straordinaria“.

Non mi sono mai pentito di essere andato a Genova perché le istanze di cambiamento erano sacrosante. C’era una lettura giusta sulla globalizzazione. E poi il tema dell’ambiente, della tassazione delle multinazionali, l’antirazzismo, la precarietà. Avevamo ragione, è giusto dirlo. E pensare che dobbiamo tenere viva quella domanda di cambiamento“, ha concluso Majorino.

Giulia Torbidoni

Classe 1983, marchigiana a Bruxelles da 4 anni, dal 2017 realizzo in totale autonomia servizi videogiornalistici. Copro i lavori delle istituzioni europee e mi sposto dalla capitale belga alla alsaziana Strasburgo per seguire le plenarie dell'Eurocamera. Appassionata di politica e di musica, mi sono laureata a Bologna in lettere classiche indirizzo archeologico e ho conseguito il diploma in pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro. Sono giornalista professionista dal 2010.

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