Transcarpazia: dov’è, perché la Russia la punta | La regione ucraina quasi in Ue

Putin l'ha bombardata, l'Europa trema: ecco perché se la guerra in Ucraina si sposta anche in Transcarpazia c'è da preoccuparsi

Uno scorcio della Transcarpazia, in Ucraina
Foto | Pixabay | Olga_Kryvoshapko
newsby Marco Enzo Venturini4 Maggio 2022


La novità più agghiacciante della notte tra il 3 e il 4 maggio, a proposito della guerra in Ucraina, è l’attacco che le truppe di Mosca hanno portato in Transcarpazia. Mai, da quando il conflitto iniziò il 24 febbraio, gli attacchi si erano spinti fin lì. E, fatalmente, questo sviluppo crea non poche apprensioni all’Unione europea.

La Transcarpazia è infatti uno degli ultimi territori che separano l’Ucraina dall’Unione europea (nello specifico, dall’Ungheria). Si tratta di un lembo di terra di poco meno di 13 mila km² che, come moltissime altre zone di questo angolo di mondo, presenta una composizione etnica estremamente diversa, composita e frastagliata. Un po’ come la Transnistria, ufficialmente parte della Moldavia e ufficiosamente indipendente. Ecco quindi qualche informazione sull’ultimo territorio finito nel mirino della Russia. Oltre che l’ultimo che separa Putin dalla “nemica” Unione europea.

Transcarpazia: da secoli schiacciata tra Russia e Ungheria

La Transcarpazia è un Oblast’ (ossia una Regione) dell’Ucraina dal 1946, ma nel corso della sua storia è stata anche indipendente. Avvenne nel 1939, quando prese il nome di Ucraina Carpatica. Corrisponde alla regione storico-geografica della Rutenia subcarpatica, il che significa che si trova nel versante danubiano dei Carpazi. Nel corso della storia (di cui esistono tracce fin dalla tarda età del bronzo) ha subito le dominazioni di Traci, Celti (che introdussero la capacità di fondere il ferro) e poi Croati bianchi e Magiari. Non sono peraltro mancate incursioni di Unni, Gepidi e Avari.

Un'immagine del gelido inverno della Transcarpazia
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Stretta tra Ungheria e Impero Ottomano, l’attuale Transcarpazia è rimasta sotto il controllo magiaro addirittura dal 1526 al 1918. Curioso notare come anche questo territorio abbia vissuto un suo Risorgimento negli stessi anni dell’Italia (con tanto di moti nel 1848). La possibile rivoluzione fallì però a causa delle divisioni della popolazione tra russofili e ucrainofili. Un problema dunque che il territorio presenta da quasi 180 anni. E che ora è tornato drammaticamente attuale.

Gli eventi della Prima guerra mondiale, infatti, resero la Transcarpazia un territorio appartenente alla Cecoslovacchia. Questo l’effetto del Trattato di Saint-Germain, che inevitabilmente creò nuove tensioni: tra la popolazione c’era chi premeva per l’indipendenza, chi per un’annessione alla Russia, chi per l’annessione all’Ucraina. L’espansione della Germania nazista, però, comportò il distacco della Rutenia subcarpatica. Che fu brevemente indipendente, per poi subire l’invasione dell’Ungheria tornando a far parte di quest’ultima. All’epoca, nel 1939, solo il 10% dei cittadini locali parlava correttamente l’ungherese.

Uzhhorod, capoluogo della Oblast' della Transcarpazia
Foto | Pixabay | Olga_Kryvoshapko

Fu la regione stessa a decidere di entrare a far parte dell’Unione Sovietica nel 1944, tramite voto dell’assemblea nazionale rutena. Fu a questo punto che nacque la Transcarpazia di oggi, fino all’annessione nell’Ucraina indipendente che risale al 1991. Un territorio dunque ex sovietico, ma collocato in una zona tale da aver subito influenze di ogni genere nel corso dei secoli. E le ragioni dell’interesse di Vladimir Putin non nascono solo da questo. I confini ruteni distano infatti appena 100 km da quella Leopoli da tempo oggetto dei bombardamenti russi. Il confine con l’Ungheria, però, rende questo territorio letteralmente a un passo anche a quell’Unione europea che sta inviando armi all’Ucraina e che da queste parti potrebbe trovare un importante corridoio. Destinato, però, a creare parecchie apprensioni.


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