Sciopero contro la riforma delle pensioni di Macron, ecco perché i francesi protestano

Tra le norme più contestate c'è l'innalzamento dell'età pensionabile. Allo sciopero hanno aderito tutti i principali sindacati francesi

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron (Foto Wikimedia Commons | World Economic Forum / Sikarin Thanachaiary CC BY 2.0)
newsby Matteo Bruzzese19 Gennaio 2023


In Francia è cominciata con un corteo a Parigi la protesta contro la riforma delle pensioni, voluta dal presidente Emmanuel Macron e che prevede come principale provvedimento l’allungamento da 62 a 64 anni dell’età pensionabile. Ad aderire allo sciopero generale proclamato dai sindacati sono stati i dipendenti di molti settori dei trasporti, dai lavoratori ferroviari fino ai controllori di volo, ma l’agitazione coinvolge anche le scuole e gli ospedali, oltre a raffinerie e stazioni di servizio. Oltre a Parigi, i sindacati hanno organizzato cortei in tutte le maggiori città francesi, con il sostegno dei partiti di sinistra. Per far fronte alla mobilitazione il ministero dell’Interno ha mobilitato 10.000 fra poliziotti e gendarmi.

Soldi euro
Immagine | Unsplash @ Markus Spiske

In cosa consiste la riforma delle pensioni in Francia

Se la riforma rimane così com’è stata proposta, oltre all’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni (nei piani del governo inizialmente previsto a 65), verrà allungato a 43 anni il periodo utile per il versamento dei contributi. Il governo francese, inoltre, vorrebbe mettere fine ai cosiddetti “regimi speciali” che riguardano alcuni lavoratori tra cui quelli di alcuni importanti gruppi pubblici come la Sncf o Edf, ma anche alcune categorie di professionisti come gli avvocati.
Ogni “regime speciale” ha le sue caratteristiche specifiche, ma in linea di massima quasi tutti prevedono la pensione prima dei 60 anni. La volontà del governo è quella di ridurre progressivamente questi privilegi, in modo da livellare il sistema previdenziale su un unico trattamento per tutti i francesi, con la sola eccezione di chi ha svolto lavori usuranti.
La riforma prevede anche la rivalorizzazione all’85 per cento del salario minimo, con le pensioni minime che arriveranno a circa 1.200 euro al mese. Si tratta di misure, secondo quanto dichiarato dal primo ministro Elisabeth Borne durante la presentazione della riforma, funzionali a evitare l’aumento del deficit e a impedire che il sistema pensionistico francese sia tenuto in equilibrio attraverso l’aumento delle tasse.

Elisabeth Borne
Elisabeth Borne | Photo by European Parliament under the Creative Commons Attribution 2.0 Generic license

La protesta

Allo sciopero hanno aderito tutti gli otto principali sindacati francesi. Una seconda giornata di proteste è stata fissata per il 21 gennaio ed è stata fortemente voluta da diverse organizzazioni giovanili e studentesche. Al loro appello, per un contrattacco comune alla riforma, si sono uniti diversi partiti di sinistra.
Prima dello sciopero di oggi il ministro dei trasporti Clément Beaune ha consigliato ai francesi ridurre al minimo i propri spostamenti, anticipando o posticipando di un giorno i propri viaggi o cercando di lavorare in smart working.
Si è schierato contro la riforma anche il Rassemblement National della capogruppo Marine Le Pen, che ha manifestato la sua intenzione di opporsi alla proposta del governo ma ha annunciato che non farà ostruzionismo parlamentare durante i dibattiti parlamentari che inizieranno a febbraio.


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