Russia-Ucraina, l’armata dei 35 Paesi che non condannano lo Zar

La risoluzione contro la Russia alle Nazioni Unite passa con 141 voti a favore, 5 contrari e 35 astenuti: ecco quali sono

Assemblea generale Onu risoluzione Russia Ucraina
Foto Wikimedia Commons | Presidencia El Salvador
newsby Alessandro Boldrini3 Marzo 2022


Al termine di una maratona di due giorni di riunione di emergenza, l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato una risoluzione contro la Russia per la sua invasione dell’Ucraina. Il voto è passato a larga maggioranza, ma non tutti i Paesi si sono schierati contro le azioni di Vladimir Putin: vediamo quali sono.

La risoluzione dell’Onu è passata con una maggioranza di 141 voti a favore. Il documento – sponsorizzato da 90 Paesi, fra cui l’Italia – chiede a Mosca un ritiro “immediato” delle sue truppe. La bozza, simile a quella su cui Mosca ha messo il veto la settimana scorsa al Consiglio di sicurezza, ha subìto in questi giorni numerose modifiche. Nello specifico, i firmatari hanno limato il linguaggio in senso più moderato per ottenere il più ampio consenso possibile.

Russia-Ucraina, quali sono i 35 Paesi che non condannano Putin

Nel testo si deplora con la massima fermezza l’aggressione della Russia contro l’Ucraina”. Si chiede inoltre che il Cremlino “cessi immediatamente l’uso della forza contro l’Ucraina e si astenga da ogni ulteriore minaccia illegale o uso della forza contro qualsiasi Stato membro”; e che “ritiri immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue forze militari dal territorio ucraino entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”.

Mappa guerra Ucraina
Foto Wikimedia Commons | Homoatrox

La risoluzione inoltre “condanna la decisione della Russia di rafforzare la messa in stato di allerta delle sue forze nucleari. Passaggio, questo, assente nel testo presentato al Consiglio di sicurezza. Nel corso del dibattito che ha preceduto l’approvazione del testo, l’Occidente e l’Onu hanno accusato Mosca di violare l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite che intima ai suoi membri di astenersi dalla minaccia e dal ricorso alla forza per risolvere una crisi. Di contro, la Russia afferma di esercitare il suo diritto all’autodifesa, previsto dall’articolo 51 della Carta.

L’Assemblea ha dunque mostrato una maggioranza schiacciante contro Putin. Hanno infatti votato a favore numerosi Paesi africani e dell’America latina, ma anche Emirati Arabi Uniti e Israele, che finora non avevano apertamente condannato l’invasione dell’Ucraina. Soddisfatto per questa risoluzione è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che su Twitter si è rivolto ai 141 Stati che hanno votato a favore della condanna russa, dicendo che hanno scelto “il lato giusto della storia”.

L’esito della votazione ha incassato il plauso anche del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che in una nota dichiara: “Mi congratulo con gli Stati membri delle Nazioni Unite per aver tenuto questa sessione storica. Il voto mette a nudo l’isolamento di Putin. Il mondo sta rifiutando le bugie della Russia. Mosca è responsabile delle devastanti violazioni dei diritti umani e della crisi umanitaria internazionale in Ucraina. Non c’è spazio per scuse o equivoci. La colpa è della Russia”.

Per Biden, “la stragrande maggioranza del mondo riconosce che se non resistiamo alla Russia di Putin, questo infliggerà solo ulteriore caos e aggressioni al mondo. La Russia è rimasta isolata, con il sostegno di soli quattro Stati brutali e autoritari“. L’inquilino della Casa Bianca si riferisce a Bielorussia, Corea del Nord, Eritrea e Siria, gli unici quattro Paesi ad aver votato contro la risoluzione dell’Onu. Insieme, ovviamente, alla Federazione Russa.

Vladimir Putin Ucraina Onu
Foto Wikimedia Commons | Dipartimento di Stato americano

In realtà, però, le rete di chi non condanna apertamente Mosca è ben più ampia. Perché sono 35 le nazioni che, al momento della votazione, si sono astenute, scegliendo dunque di non schierarsi apertamente contro l’iniziativa militare del Cremlino. C’è ad esempio la Cina di Xi Jinping, alleato di Putin, oltre a due Stati storicamente in contrapposizione fra di loro: India e Pakistan. Ma anche alcuni Paesi del Medio Oriente. Secondo alcuni osservatori, la loro astensione sarebbe legata principalmente al tema dell’acquisto di armi di fabbricazione russa.

Ecco l’elenco completo dei Paesi astenuti: Algeria, Angola, Armenia; Bangladesh, Bolivia, Burundi; Cina, Congo, Cuba; Guinea Equatoriale; India, Iran, Iraq; Kazakistan, Kirghizistan; Laos; Madagascar, Mali, Mongolia, Mozambico; Namibia, Nicaragua; Pakistan; Repubblica Centrafricana; Senegal, Sudafrica, Sudan del Sud, Sri Lanka, Sudan; Tagikistan; Uganda, Uzbekistan; Vietnam; Zimbabwe.


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