Il Quartier Generale di Coordinamento ha ringraziato il Comitato Internazionale della Croce Rossa e le Forze Armate ucraine per il supporto nel trasferimento delle salme
A seguito delle recenti operazioni di rimpatrio, i corpi di 909 soldati ucraini caduti al fronte sono stati restituiti all’Ucraina. Questa operazione, confermata dal Quartier Generale di Coordinamento per il Trattamento dei Prigionieri di Guerra, segna un’importante fase del conflitto che continua a colpire profondamente il Paese. La restituzione delle salme rappresenta un gesto significativo, sottolineando l’impatto umano del conflitto in corso.
Il rimpatrio dei soldati è stato realizzato attraverso varie linee del fronte, tra cui Kurakhove, Pokrovsk, Bakhmut, Vuhledar, Lugansk, Zaporizhzhia, Sumy e Kharkiv. I corpi restituiti provengono anche da obitori situati nel territorio della Federazione Russa, evidenziando la complessità e la delicatezza delle operazioni di recupero. Il Quartier Generale ha espresso riconoscenza nei confronti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, il quale ha fornito supporto fondamentale per il successo di queste operazioni.
In un comunicato, il Quartier Generale ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalle Forze Armate ucraine, che hanno facilitato il trasporto delle salme verso le istituzioni statali designate. Questo processo include la collaborazione con le forze dell’ordine del Ministero degli Affari Interni e i medici legali del Ministero della Salute, che operano per identificare i caduti. La rapidità di queste operazioni è cruciale, poiché ogni identificazione rappresenta un passo importante per le famiglie dei soldati e per il Paese stesso.
Questo è il secondo rimpatrio significativo in poche settimane, poiché il 18 aprile sono stati riportati a casa altri 909 soldati caduti. Tali operazioni non solo toccano le vite delle famiglie delle vittime, ma sono emblematiche della resilienza della nazione di fronte a un conflitto che dura da oltre un anno. Gli sforzi per riportare a casa i soldati caduti dimostrano l’impegno dell’Ucraina nel riconoscere e onorare il sacrificio dei propri difensori, in un contesto di grande tensione e incertezze geopolitiche.
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