Razzismo negli USA: 9mila episodi contro gli asiatici americani

Nonostante la legge firmata da Joe Biden per combattere i crimini d'odio contro i cittadini americani di origine asiatica, gli episodi razzisti sono aumentati dal 10,8% al 16,6%

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Foto Unsplash by Josh Johnson
newsby Redazione12 Agosto 2021


Abbiamo sentito parlare per la prima volta di “Stop Asian Hate” nel 2021, a seguito dell’inizio della pandemia da Covid-19. Negli Stati Uniti si sono tenuti diversi raduni in risposta al razzismo contro gli asiatici americani legato alla pandemia. La frequenza degli episodi anti asiatici, da scherni alle vere e proprie aggressioni, segnalati in USA quest’anno sono destinati a superare quelli del 2020, nonostante le campagne anti odio sia a livello politico e sociale.

Oltre 9mila episodi di razzismo tra marzo 2020 e giugno 2021

Tutto questo è stato diffuso attraverso un rapporto pubblicato oggi, giovedì 12 agosto, da Stop AAPI Hate. La coalizione nazionale ha raccolto tutti i dati sugli episodi razzisti legati alla pandemia ai danni degli asiatici. In totale, come riportato da Associate Press, tra il 19 marzo 2020 e giugno 2021 sono stati più di 9mila le segnalazioni di episodi razzisti ai danni degli asiatici americani. Di questi, 4.548 si sono verificati nel 2020 e 4.533 da gennaio a giugno 2021. Nonostante le campagne informativi e sui social media, oltre ai raduni pubblici, gli episodi di odio e violenza nei confronti degli asiati americani non si sono fermati.

A maggio il presidente americano Joe Biden ha firmato il bipartisan Covid-19 Hate Crimes Act, la legge destinata a combattere i crimini d’odio contro i cittadini americani di origine asiatica. “Il silezione è complicità e noi non possiamo essere complici. Dobbiamo denunciare. Dobbiamo agire. Ogni volta che rimaniamo in silenzio lasciamo che l’odio fiorisca” ha detto Biden. I dati, di certo non rassicuranti, non devono però scoraggiare gli attivisti e tutti coloro che si battono per porre fire all’odio raziale contro gli asiatici americani negli Stati Uniti.

IL 63% degli episodi razzisti riguardano donne asiatiche americane

L’odio non è qualcosa che puoi tirare fuori come un genio dalla bottiglia e rimettterlo dentro quando vuoi. Ci sono troppe cose che perpetuano questi sistemi per farli sparire“. A dirlo ad AP è Manjusha Kulkarni, co-fondatore di Stop AAPI Hate e direttore esecutivo dell’Asian Pacific Policy and Planning Council. Secondo quanto spiegato da Kulkarni, gli episodi razzisti ai danni degli asiatici americani sarebbe aumentati anche con l’allentamento delle restrizioni in America e il ritorno alla vita pubblica.

Inoltre, molto spesso le segnalazioni di episodi razzisti sono arrivate mesi dopo. Spesso, tra l’altro, a denunciare non è la vittima, ma un parente stretto, come un figlio, o un amico. Dal rapporto inoltre è emerso come, nel complesso, gli episodi razzisti riguardino principalmente l’allontamento della vittima da un gruppo o da una situazione o le molestie verbali. Le aggressioni fisiche sono, invece, al terzo posto.

Secondo i dati pubblicati da Stop AAPI Hate, la percentuale di episodi razzisti nei confronti degli asiatici americani è passata al 10,8% al 16,6%. Inoltre, più del 63% ha riguardato donne e il 31% ha avuto luogo in contesti pubblici, mentre il 30% sul luogo di lavoro.

L’odio razziale ha spinto gli asiatici americani a non uscire di casa

In un contesto di odio raziale ormai radicato nei confronti degli asiatici americani, sono molti ad accusare l’ex presidente americano, Donald Trump, di aver fomentato l’odio nei loro confronti parlando di Covid-19 in termini razziali.

Anni Chung, presidente e amministratore delegato di Self-Help for the Elderly, ha raccontato ad AP che gli asiatici americani anziani sono colpiti da un secondo virus, ovvero quello dell’odio. “Tutto quello che succede li ha spinti a rimanere chiusi in casa, anche dopo la pendemia” ha raccontato Chung. L’organizzazione no-profit per cui lavora fornisce cibo a più di 40mila adulti nella Bay Area, molti dei quali asiatici. Secondo quanto riportato, a seguito della pandemia e della difussione degli episodi razzisti, l’organizzazione è passata da trasportare 400 pasti al giorno a 5mila.

 


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