Polonia, Zelensky: “Il missile non era ucraino”. Biden: “Le prove dicono altro”

L’ipotesi più accreditata è che quanto avvenuto sia stato “uno sfortunato incidente”, con ogni probabilità causato da un missile della contraerea ucraina che ha sbagliato rotta

Polonia, Zelensky esclude che il missile caduto sia ucraino
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newsby Alessandro Bolzani17 Novembre 2022


Continua a far discutere il missile caduto in Polonia, nelle vicinanze del confine ucraino, che ha colpito un impianto per la lavorazione delle granaglie e ucciso due persone. Nel corso di una conferenza stampa svolta ieri, mercoledì 16 novembre 2022, Volodymyr Zelensky, il presidente dell’Ucraina, ha escluso la possibilità che si trattasse di un razzo ucraino. In seguito ha dichiarato che la posizione del suo Paese “è molto trasparente”. “Vogliamo stabilire tutti i dettagli, ogni fatto. Ecco perché abbiamo bisogno che i nostri esperti si uniscano all’indagine internazionale e abbiano accesso a tutti i dati disponibili ai nostri partner oltre che al sito dell’esplosione”, ha aggiunto il leader ucraino.

Polonia, l’ipotesi dell’incidente

Le dichiarazioni di Zelensky non coincidono con la ricostruzione dei fatti svolta dall’intelligence degli Stati Uniti. “Non è quello che dicono le prove”, ha infatti dichiarato Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti, dopo essere tornato alla Casa Bianca dal G20 di Bali. L’ipotesi più accreditata è che quanto avvenuto sia stato “uno sfortunato incidente”, con ogni probabilità causato da un missile della contraerea ucraina che ha sbagliato rotta. È stata dunque scartata, almeno per il momento, l’ipotesi di un attacco deliberato contro la Polonia o la Nato, che nelle scorse ore aveva fatto temere un possibile allargamento del conflitto.

Polonia, la riunione dei leader di G7 e Nato

Per raggiungere questa conclusione è stata necessaria un’intera notte di confronti tra il leader del G7 e della Nato, svolti in un’atmosfera di tensione e paura. Le riunioni di emergenza di sono svolte a Bali, su richiesta di Biden, e si sono rese necessarie quando la Polonia si è appellata all’articolo 4 dell’Alleanza atlantica, che prevede le consultazioni in caso di minaccia di un Paese membro. Alla fine è stato possibile arrivare a una soluzione capace di evitare la temuta escalation: condannare la Russia per i suoi continui bombardamenti in Ucraina, senza però considerare il missile caduto nel villaggio polacco di Przewodow come una dichiarazione di guerra del Cremlino. Il razzo, infatti, sarebbe stato lanciato dall’Ucraina in risposta all’ennesimo attacco della Russia, successivo alla riconquista di Kherson, e sarebbe finito oltre il confine con la Polonia per sbaglio.

Le indagini proseguono

“Non vi è alcuna indicazione che la Russia stia in alcun modo preparando un’offensiva contro la Nato”, ha dichiarato Jens Stoltenberg, il segretario della Nato. Ha aggiunto che “la Nato e i suoi alleati non fanno parte del conflitto in Ucraina”, pur rifornendo il Paese invaso per sostenere il suo diritto alla difesa. Andrzej Duda, il presidente polacco, ha sottolineato che per il momento non ci sono “prove inequivocabili” sulla provenienza del razzo e che l’indagine sta proseguendo con la collaborazione degli alleati. Il leader turco Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che, secondo le indagini preliminari, il missile sarebbe caduto in Polonia a causa di un “errore tecnico”.


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