Perchè le grandi aziende americane stanno concedendo ferie illimitate ai dipendenti

Una rivoluzione nel mondo del lavoro arriva dagli Stati Uniti, scopriamo perchè i colossi big tech offrono ferie illimitate ai propri dipendenti

Microsoft
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newsby Andrea Zoccolan14 Gennaio 2023


Microsoft è solo l’ultima in ordine di tempo, prima sono arrivate Netflix, Oracle, Adobe e Salesforce, che hanno scelto di introdurre le ferie illimitate per i propri dipendenti. Una specifica per ora solamente statunitense, che sta prendendo sempre più piede nelle grandi aziende del paese, sempre più orientate a un tipo di lavoro flessibile, che sulla scia dei tanti cambiamenti nell’era post covid, sembra la direzione intrapresa da molti. Ma perché questa scelta? Tra luci e ombre scopriamo le motivazioni che si nascondono dietro la concessione delle ferie illimitate ai propri dipendenti.

Computer portatile
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Come funzionano le ferie illimitate

Kathleen Hoga, responsabile delle risorse umane di Microsoft, ha spiegato ai dipendenti del colosso tech attraverso una mail come l’azienda abbia deciso di: “Modernizzare la nostra politica di ferie, introducendo un modello più flessibile, un passo naturale”. Una trasformazione graduale e costante, che conseguentemente alla pandemia ha dovuto rivedere il come, ma anche il dove, si lavora. Microsoft ha quindi deciso, oltre ad offrire ferie illimitate, anche di concedere dieci giorni ulteriori di ferie ai dipendenti, tra festività aziendali, permessi, assenze per malattia o per lutto familiare. In caso di ferie accumulate e non godute invece, è previsto un bonus per il lavoratore durante il mese di aprile.

Un nuovo modo di intendere il lavoro

Un modello che, come abbiamo visto, ha fatto presa soprattutto sulle aziende big tech statunitensi, che, come nel caso di Microsoft, limitano però questa nuova introduzione solamente al paese nordamericano, in quanto difficilmente esportabile a livello normativo nelle altre nazioni. Queste aziende si muovono quindi verso un futuro in cui il lavoro viene concepito in maniera diversa, con periodi in cui bisogna perseguire obiettivi e portarli a termine, intervallati da momenti di disconnessione totale, per ricaricarsi e ripartire, di fatto superando il concetto di ferie prestabilite in determinati periodi dell’anno. Una modifica srutturale che vuole anche evitare le tante dimissioni che hanno caratterizzato questi ultimi anni.

Uomo lavoro
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I possibili rischi

Non è tutto oro quello che luccica però. Se è vero infatti che questo nuovo modo di intendere il lavoro garantisce una certa flessibilità al lavoratore, che potrà quindi gestire come meglio crede il suo tempo, dall’altra c’è una sorta di deresponsabilizzazione del datore di lavoro, che scarica sull’individuo la decisione di avvalersi o meno, e in quale periodo, di queste ferie, con il rischio di avvertire una sorta di senso di colpa. Un altro fattore è quello relativo al fatto che le aziende, in questo modo, potranno non riconoscere ai dipendenti dimissionari, o che sono stati licenziati, un risarcimento per eventuali ferie non godute. L’introduzione di questa nuovo modello di lavoro deve quindi avvenire in un ambiente sano per il lavoratore, in cui lo stesso abbia consapevolezza del proprio valore e della propria posizione all’interno dell’azienda.


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