Monolito nel deserto, un anno dopo: la verità sulla misteriosa scoperta

365 giorni fa il ritrovamento nello Utah della strana lastra di metallo: una storia che alimentò le fantasie degli amanti del mistero

Monolito nel deserto, un anno dopo: la verità sulla misteriosa scoperta
Il monolito fotografato nello Utah dal DPS Aero Bureau (Immagine Instagram)
newsby Francesco Lucivero24 Novembre 2021


Una semplice ricognizione, uno strano riflesso di luce, una scoperta potenzialmente da brividi. Era il 24 novembre 2020 quando Bret Hutchings, pilota di elicottero della Division of Wildlife Resources, ritrovò uno strano, stranissimo monolito metallico alto circa tre metri. E lo ritrovò nel bel mezzo del nulla, in una zona desertica dello stato americano dello Utah. Amanti dell’ignoto e complottisti vari si scatenarono: l’ipotesi del “messaggio lasciato dagli alieni” iniziò immediatamente a farsi largo. La verità, però, si sarebbe rivelata assai più semplice… Oppure no?

Il monolito ritrovato nello Utah spuntò anche in altre parti del mondo

“In tutti i miei anni di volo è stata la cosa più strana in cui mi sia mai imbattutoraccontò Hutchings ai media statunitensi, dopo il ritrovamento. Di lì a poco, poi, il misterò s’infittì ulteriormente: nonostante le autorità locali avessero tenuto nascoste le coordinate del luogo del ritrovamento, il monolito sparì il 29 novembre.

Testimonianze ritenute credibili dalla Division of Wildlife Resources parlavano di quattro uomini intenti a rimuovere la gigantesca lastra di metallo. Che riapparve e scomparve nel giro di pochi giorni prima in California e poi addirittura in Europa, più precisamente in Romania. Venire a capo della situazione era sempre più complesso: non si sapeva, tra le altre cose, se il monolito fosse lo stesso, trasportato di volta in volta, o se si trattasse di tre esemplari diversi. E i “complottisti” erano pronti a ribadire le loro idee. Fino a quando…

La spiegazione razionale: era l’opera di un collettivo di artisti

A rivelare i come, i quando e i perché del monolito fu, il 5 dicembre 2020, un collettivo di artisti, The Most Famous Artist. Sul loro profilo ufficiale Instagram, infatti, pubblicarono immagini riguardanti la lavorazione del monolito stesso, proponendo anche la vendita dei tre pezzi a 45mila dollari l’uno. Non è dato sapere, però, se le opere siano effettivamente state comprate da qualcuno. E i post, nei mesi successivi, sono stati tutti eliminati.

In buona sostanza, l’iniziativa artistica non era altro che un omaggio al film 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick, e al monolito nero attorno al quale si compiva l’evoluzione ominide-uomo.

La tesi “aliena” ha resistito fino alla controreplica

Gli amanti del mistero, però, non si erano arresi nemmeno a quella che pareva l’evidenza. Fra i commenti ai post di The Most Famous Artist, ma anche su Facebook e Twitter, si metteva ancora in dubbio la verità raccontata dal collettivo e dal proprio fondatore, Matty Mo. Tra i frequentatori dei social, infatti, c’era chi ha accusato il collettivo di aver voglia di facili guadagni sfruttando la notizia, ponendo dubbi sui monoliti presentati nei post, “diversi”, secondo la tesi complottista, rispetto a quelli trovati negli Stati Uniti e in Romania.

La risposta però, arrivava ancora su Instagram: l’unico post ancora pubblico riguardante il tema, sul profilo del collettivo, è infatti il disegno di due “alieni” (riprodotti secondo l’immaginario comune) che piantano il monolito in una terra desertica. La caption che accompagna l’immagine recita: “Le vere immagini della community TMFA al lavoro”.

 

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Insomma, il monolito era una “trollata” in piena regola, per attirare l’attenzione del grande pubblico. Nient’altro (forse).


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