Miglior Baguette, per la 5° volta vince un tunisino: Parigi si divide

Il simbolo della gastronomia francese assume una valenza politica nella Parigi cosmopolita del XXI secolo

Miglior Baguette 2021, vince un tunisino: la Francia si divide
Foto Baguette
newsby Linda Pedraglio1 Ottobre 2021


Camminando lungo i corridoi del Palazzo dell’Eliseo a Parigi, si avverte il profumo del pane appena sfornato. Fuori croccante, dentro soffice e profumato, ogni giorno, nel palazzo del Presidente della Repubblica francese, giunge ancora caldo il miglior pane di Parigi. A decretare il miglior fornaio di baguette della capitale è un concorso annuale, il Grand Prix de la Baguette. Il vincitore del prestigioso concorso francese fornirà pane all’Eliseo per un anno. Venerdì scorso, come ogni anno, la severa commissione ha decretato il vincitore dell’edizione 2021. Il miglior panettiere di Parigi si chiama Makram Akrout ed è il fornaio della panetteria Les Boulangers, nel XII arrondissement.

Miglior baguette 2021: il vincitore è Makram Akrout

Arrivato dalla Tunisia vent’anni fa senza documenti, Makram Akrout è diventato fornaio  e ha ottenuto la cittadinanza francese. Ma il giovane di origine tunisina non si sarebbe accontentato di essere un buon fornaio, egli sarebbe stato il migliore di tutta Parigi. E così è andata. Dopo anni di duro lavoro, il riconoscimento tanto atteso è arrivato. Makram Akrout infornerà ogni mattina decine e decine di baguette da recapitare al Presidente della Repubblica. A poche ore dall’annuncio, sono arrivati anche i complimenti del presidente Macron. “Alla fine non ne resta che uno! Bravo a Makram Akrout che ha vinto il premio della migliore baguette di Parigi per l’anno 2021. Come vuole la tradizione, fornirà pane all’Eliseo per un anno“.

Vince un fornaio di origini tunisine: la Francia si divide

Ma la decisione della commissione non è stata accolta da tutti i francesi con eguale entusiasmo. Alla vigilia della cerimonia, che si terrà domani, davanti al sagrato di Notre-Dame, alcuni militanti di estrema destra hanno diffuso alcuni messaggi imbarazzanti, che Akrout avrebbe postato in passato sulla sua pagine Facebook. Ad esempio: “Abbiamo pianto per Charlie Hebdo e per Notre-Dame, ma da parte della Francia, questi cani non piangono quando ci si prende gioco del creatore Allah“. La polizia sta cercando di verificare se sia davvero lui l’autore, oppure si tratti di un attacco pirata da parte delle forze militanti di destra.

La baguette diventa un simbolo politico

Qualunque sia l’esito della vicenda, questo premio ha assunto negli anni una valenza che va ben al di là della croccantezza della baguette. Nelle ultime edizioni, per ben cinque volte, a conquistare il premio sono stati fornai di origine tunisina. Alcuni vi intravedono un segno di avvenuta integrazione, altri guardano con sospetto alla presenza di cittadini di origine straniera nella tradizionale arte della panificazione francese. Il simbolo della gastronomia francese per eccellenza assume dunque una connotazione politica. Lo dimostra il vivace dibattito sui media francesi all’indomani dell’assegnazione del premio.

Come si sceglie la miglior baguette di Parigi

Ma come viene assegnato il premio per la miglior baguette? Il concorso rappresenta una tradizione molto sentita dai Parigini e si fonda su regole precise. A ogni degustazione, i giurati esprimono i voti su cinque criteri: aspetto, cottura, consistenza, profumo e gusto. Le baguette candidate devono avere una lunghezza tra i 55 e i 70 centimetri, un peso tra 250 e 300 grammi, e una quantità di sale di 18 grammi per chilo di farina. Dopo una prima selezione, quest’anno, ne sono rimaste 173 in gara: ma solo una di queste entrerà nelle stanze dell’Eliseo.


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