Ore e ore di altissima tensione sulla Striscia di Gaza, dove nell’arco della notte e poi in mattinata sono esplosi i combattimenti tra Israele e Hamas. Secondo il portavoce militare, oltre 250 razzi sono stati lanciati verso lo Stato ebraico. I lanci sono poi proseguiti anche in mattinata.
Fonti palestinesi, citate dall’Ansa, riferiscono che l’aviazione israeliana ha colpito 140 obiettivi militari a Gaza. Nel corso dell’attacco ad Ashkelon, almeno 20 persone sarebbero morte e decine sarebbero i feriti. Non sono mancate anche tensioni nelle città, con incidenti fra dimostranti palestinesi e polizia israeliana a Gerusalemme est e proteste anche in località arabe di Israele.
I media locali prevedono che i combattimenti proseguiranno ancora per giorni. L’esercito di Israele ha definito l’attacco nei confronti di Hamas ‘Operazione Guardiano delle Mura’. Dal canto loro, le milizie palestinesi hanno definito gli attacchi nei loro confronti ‘Operazione Spada di Gerusalemme’. Nel frattempo a Gaza si è deciso di allestire una sala comune di operazioni. In un video circolato sul web si vede l’ala militare di Hamas affermare: “Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto“.
La situazione è precipitata alle ore 18 locali, orario che era stato fissato come ultimatum di Hamas a Israele. Hamas aveva infatti dato tempo ad Israele “fino alle 18 per far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla Moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah e di rilasciare chi è stato arrestato in questi giorni“. Lo aveva detto il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Odeiba. A quel punto la battaglia sulla Spianata delle Moschee si è trasformata in scontro aperto. Lo dimostra il lancio dei primi 150 razzi da Gaza verso il territorio dello stato ebraico. Non è mancata la rivendicazione da parte di Hamas: “Abbiamo risposto all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa“.
Non si è fatta attendere la risposta militare di Israele, che ha colpito a Gaza. E nell’operazione, secondo il portavoce militare, sono morti tre miliziani. Il ministero della Sanità di Hamas a Gaza ha parlato invece di 20 persone uccise nel nord della Striscia, fra cui nove minorenni. L’esercito israeliano non ha confermato tali cifre. Nel frattempo si è deciso di aprire i rifugi pubblici antimissile a Tel Aviv e varie altre cittadine limitrofe, tra cui Rishon Lezion e Ramat Gan.
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