Pena di morte in Giappone, detenuti avvisati a poche ore dall’esecuzione

Due condannati a morte stanno intentando una causa contro il Giappone per la disumanità della pena: cosa è successo

Pena di morte in Giappone
Foto Wikimedia Commons
newsby Linda Pedraglio5 Novembre 2021


Due prigionieri nel braccio della morte in Giappone stanno intentando una causa contro il governo per la disumanità dell’esecuzione. In Giappone, infatti, la pena capitale prevede la morte per impiccagione. Ma a destare turbamento è soprattutto la pratica di dare ai detenuti un breve preavviso, notificando data e ora dell’esecuzione soltanto poche ore prima dell’arrivo del boia. Ora i condannati a morte chiedono non solo una modifica radicale, ma anche un risarcimento. La pratica, definita da molti “disumana”, è stata a lungo denunciata anche dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Perché la pena capitale in Giappone è disumana

Nella giornata di giovedì, due prigionieri condannati a morte hanno intentato una causa in un tribunale distrettuale nella città occidentale di Osaka. Essi sostengono che la pratica di avvertire i condannati a poche ore dall’esecuzione sia illegale, in quanto non lascia ai prigionieri il tempo di presentare un’obiezione. Oltre a chiedere una modifica, i detenuti hanno avanzato una richiesta di risarcimento pari a 22 milioni di yen, circa 170 mila euro. “I prigionieri del braccio della morte vivono ogni mattina nella paura che quel giorno sarà l’ultimo“, ha affermato un avvocato dei querelanti, citato dall’agenzia. “È estremamente disumano“.

Sono 110 i prigionieri nel braccio della morte

In Giappone non esiste una legge che imponga di informare i prigionieri della loro esecuzione nel giorno della stessa. Anzi, secondo quanto riferito dall’avvocato dei querelanti, la pratica è considerata contraria al codice penale. Ma il portavoce del Ministero della Giustizia locale – riporta Reuters – avrebbe rifiutato di commentare il caso e l’esecuzione della pena. Comminata in relazione agli omicidi, la pena di morte in Giappone gode ancora oggi di un forte sostegno pubblico. Nel 2020, per la prima volta dal 2011, non è stata eseguita alcuna esecuzione e nessuna è ancora avvenuta nel 2021. Ma sono circa 110 le persone nel braccio della morte in Giappone, almeno secondo i media locali. Il Ministero della Giustizia non è stato in grado di confermare immediatamente le cifre.


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