Cubomedusa punge e uccide bimbo di 9 anni: tragedia in Thailandia

Cubomedusa fatale a un piccolo turista israeliano: aperta un'indagine, nella zona ci sono reti che avrebbero dovuto impedirne l'arrivo vicino alla costa

Cubomedusa
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newsby Marco Enzo Venturini30 Agosto 2021


Un bimbo israeliano dell’età di appena nove anni è morto in Thailandia a causa della puntura di una cubomedusa. A confermare la tragica notizia sono diversi media di Israele. Il piccolo si trovava in vacanza con la famiglia sull’isola di Ko Phangan e il tragico incidente si è verificato su una delle spiagge della rinomata località turistica.

Il tragico incidente e l’inchiesta in Thailandia

La cubomedusa ha punto lo sfortunato bambino nella giornata di sabato. Il piccolo stava facendo un bagno, quando si è verificato l’incidente. L’intervento dei medici dell’ospedale di Ko Phagnan è stato immediato, ma purtroppo non c’era già più nulla da fare. Sia il ministero degli Esteri di Israele che il consolato in Thailandia si sono immediatamente mossi per dare il massimo sostegno possibile alla famiglia.

Il tragico evento ha già generato le prime conseguenze. La Thailandia ha infatti avviato un’indagine per verificare eventuali responsabilità su quella che al momento appare solo come una tremenda fatalità. Resta però un aspetto da non sottovalutare. La pericolosità della cubomedusa è infatti ampiamente nota alle autorità locali, tanto che vicino alla costa esistono apposite reti che impediscono alla creatura di avvicinarsi troppo alle aree frequentate dai bagnanti.

Cubomedusa: che cos’è e quanto dobbiamo temerla nei nostri mari

La cubomedusa, nota anche come “vespa di mare“, è ritenuta tra le specie marine più pericolose in assoluto per l’uomo. Il suo veleno agisce direttamente sul cuore e sul sistema circolatorio, con effetti fatali. Una sua puntura, infatti, è in grado di uccidere un essere umano di età adulta in un lasso di tempo compreso tra i due e i cinque minuti.

Chi frequenta i mari nostrani, però, ha fortunatamente poco da temere. La cubomedusa è infatti diffusa soprattutto nella fascia tropicale dell’Oceano Indiano e Pacifico. Specie meno pericolose si trovano invece nell’Atlantico e al largo di Nuova Zelanda, Giappone e California. La sua versione esistente nel Mar Mediterraneo (la Carybdea marsupialis) può scatenare ustioni anche serie e risultare potenzialmente letale, ma solo in presenza di allergie. Una volta liberati dai tentacoli (operazione da eseguire quanto prima), gli effetti del veleno svaniscono in presenza di forti sorgenti di calore o trattamenti a base di aceto o ammoniaca.


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