Chomsky: “Europa non sia pedina Usa, Covid solo ultimo dei problemi”

Chomsky attacca il mondo occidentale, su vaccini ("Bisognerebbe produrli in modo open source") e non solo: "Tutto in mano a 1% di super ricchi, ma rischiamo estinzione"

newsby Fabrizio Rostelli31 Maggio 2021



Il professor Noam Chomsky, intellettuale, linguista, teorico della comunicazione e attivista statunitense, ha rilasciato una lunga intervista in cui ha inquadrato diversi temi di stringente attualità. Incluse le problematiche che da decenni affliggono l’Europa.

L’Europa – ha sottolineato Chomsky – ha potenzialmente la capacità di essere una forza importante nelle relazioni internazionali, ma non può esserlo a meno che non superi i problemi interni. Un aspetto molto dannoso dell’Unione europea è l’accentramento del potere e la rimozione del potere decisionale dalle popolazioni verso dei burocrati non eletti a Bruxelles. L’Europa non deve essere una pedina mossa principalmente dagli Stati Uniti. Dovrebbe assumere un ruolo indipendente nel mondo. Sta giocando un ruolo subordinato a causa della sua incapacità“.

Chomsky: “Super ricchi hanno rapinato il popolo”


Centrale anche il tema delle crisi che hanno colpito il mondo occidentale negli ultimi 15 anni, dal punto di vista economico, sociale, politico e sanitario. “Le crisi sono, in un senso profondo, crisi del capitalismo e della sua variante particolarmente brutale e selvaggia chiamata neoliberismo. Che è stato un disastro per quasi tutti, tranne che per i super ricchi“, ha spiegato Chomsky. “Secondo uno studio della Rand corporation, negli ultimi 40 anni c’è stato un trasferimento di ricchezza dalla classe lavoratrice e dalla classe media verso l’1% dei super ricchi. Si stimano quasi 50 trilioni di dollari, e questo equivale ad una rapina ai danni del popolo“.

Un sistema capitalista non regolamentato è un patto suicida. Si autodistruggerà in men che non si dica. Ecco perché le imprese intervengono sempre per chiedere che lo Stato prenda misure forti al fine di proteggere il mondo degli affari dalle devastazioni del mercato. Quando Tatcher diceva che non c’è alternativa, intendeva che non c’è alternativa all’assalto neoliberista. Ma ovviamente ci sono molte alternative. Si può riorganizzare la società in modo che le imprese siano sotto il controllo di chi vi lavora e vi partecipa. Non di qualche proprietario straniero assente, di qualche grande banca che decide come gestirle. Tutto questo può essere cambiato“, ha aggiunto Chomsky.

Pandemia Covid: “È l’ultimo problema, rischiamo estinzione”


Il professore teme che il vero problema del Pianeta, ora, non sia però di natura sanitaria bensì ambientale. “Siamo in uno stato di emergenza permanente, che è molto più grave della pandemia. Ciò implica la cooperazione internazionale. Si tratta della minaccia della catastrofe ambientale, che sta arrivando. È inesorabile. Abbiamo forse 20 o 30 anni per cercare di tenerla sotto controllo – è il monito di Chomsky –. Questa è un’emergenza che fa sembrare tutte le altre marginali. Siamo nel bel mezzo della sesta estinzione. Ci estingueremo, a meno che non mettiamo fine a tutto ciò. La pandemia infatti è la meno grave delle crisi che affrontiamo. Terribile, ma è solo l’ultimo dei problemi. Inoltre stanno arrivando altre pandemie. Questo è quasi certo, e bisogna essere in grado di affrontarle subito“.

Chomsky ha quindi spiegato a cosa si riferisca: “Nel 2003, dopo che l’epidemia di Sars fu contenuta, si capì che molto probabilmente ci sarebbero state nuove epidemie di Coronavirus. Forse pandemie. Dovevano essere prese delle misure per prepararsi, non è stato fatto abbastanza neanche lontanamente“.

Chomsky e la guerra dei vaccini: “Non c’è cooperazione”


Intanto però c’è da risolvere un’emergenza Coronavirus ancora in corso. E che secondo Chomsky riguarda innanzitutto il contrasto tra i vaccini dell’Occidente e quelli di Russia e Cina. “L’idea che gli esseri umani dovrebbero essere coinvolti in una guerra fredda sui vaccini – ha infatti dichiarato – mostra che c’è qualcosa di patologico nella specie. La pandemia è internazionale, non ha confini. Dovremmo lavorare insieme per cercare di superarla. Dovrebbero esserci una produzione di vaccini e tecniche di produzione open source. Tutti sanno che l’accumulo di vaccini è totalmente immorale. Significa che i vaccini non vanno nei luoghi in cui sono necessari. Non c’è cooperazione, prendi l’Italia“.

Quindi il professore è passato ad analizzare i problemi che hanno riguardato il nostro Paese per buona parte del 2020: “Quando c’è stata la grave epidemia nel nord Italia, Austria e Germania, che avevano una situazione abbastanza ben sotto controllo, hanno mandato aiuti in Italia? Hanno mandato medici? L’Italia ha ricevuto aiuti da Cuba. È scandaloso“, ha concluso Chomsky.


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