Pangiallo romano, un dolce in via di estinzione

Il natale si avvicina e siamo tutti molto impegnati tra il lavoro e la corsa ai regali e tralasciamo purtroppo le tradizioni di un tempo…

Pangiallo romano
Pangiallo romano
newsby Redazione15 Dicembre 2020


Il natale si avvicina e siamo tutti molto impegnati tra il lavoro e la corsa ai regali e tralasciamo purtroppo le tradizioni di un tempo… Questa volta parliamo di un dolce facile da preparare ma pieno di profumi e ottimo da mangiare in tutte le occasioni della giornata, ma che purtroppo è in via d’estinzione: ovvero il pangiallo romano.

Cos’è il pangiallo romano

Pangiallo romano
Pangiallo romano

Il pangiallo romano è un dolce tipico del Lazio, che ha la sua origine nell’antica Roma e più precisamente durante l’era imperiale. A quei tempi distribuire questi dolci dorati, durante la festa del solstizio d’inverno, era di buon auspicio per il ritorno del sole. Infatti è impreziosito da un sottile strato costituito da una crosta dorata che dona al dolce la sua tipica brillantezza. Il tipico pangiallo romano, ha subito numerose trasformazioni durante i secoli.

Tradizionalmente il pangiallo veniva ottenuto tramite l’impasto di frutta secca, miele e cedro candito, il quale veniva in seguito sottoposto a cottura e ricoperto da uno strato di pastella d’uovo. Fino a tempi molto recenti nella preparazione del pangiallo le massaie romane mettevano i noccioli della frutta estiva (prugne e albicocche) opportunamente essiccati e conservati al posto delle costose mandorle e nocciole.

La ricetta primordiale di 2000 anni fa:

In un capitolo dedicato ai dolci del “De re coquinaria” di Apicio, noto “chef” dell’antichità, si trova traccia della ricetta del Pangiallo romano. Nel manuale gastronomico, il cuoco della Roma imperiale consigliava: “Mescola nel miele pepato del vino puro, uva passita e della ruta. Unisci a questi ingredienti pinoli, noci e farina d’orzo. Aggiungi le noci raccolte nella città di Avella, tostate e sminuzzate, poi servi in tavola”.

Oggi è completamente cambiata ma la sostanza rimane quella e visto che sono un amante indiscusso del pistacchio io ne aggiungo sempre un pochino.

Pangiallo romano

Pangiallo Romano: ripieno e copertura

Il pangiallo romano è un dolce tipico del Lazio, che ha la sua origine nell'antica Roma e più precisamente durante l'era imperiale
Preparazione 15 min
Cottura 45 min
Tempo totale 1 h
Portata Dessert
Cucina Italiana
Porzioni 5

Ingredienti
  

  • 110 gr miele millefiori
  • 120 gr farina
  • 80 gr nocciole
  • 80 gr noci
  • 80 gr mandorle
  • 50 gr pinoli
  • 40 gr pistacchio
  • 25 gr arancia candita
  • 25 gr cedro candito
  • 70 gr cioccolato fondente all'80%
  • 2 cucchiai farina
  • 2 cucchiai acqua
  • 2 cucchiai miele millefiori
  • 1 bustina zafferano

Istruzioni
 

  • In una padella mettiamo tutta la frutta secca, dove gli daremo una leggera tostata, dopodiché andremo a mettere il miele e successivamente la frutta candita e il cioccolato fondente a scaglie, ed infine la farina un po’ per volta.
  • Lasciare raffreddare il composto coperto da un telo che può essere un canovaccio, dopodiché formare una bella palla e adagiarla su carta forno.
  • Nel frattempo avremmo preparato il composto per la copertura e lo spennelleremo sopra la palla, a questo punto inforneremo a 170 gradi per circa 45 minuti.
  • Facciamolo raffreddare e consumiamolo se ci riusciamo dopo due giorni o più.
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