Il vino della settimana: Cantina Bambinuto, Greco di Tufo Picoli 2018

Se non sapete nulla sul Greco di Tufo un indirizzo assolutamente da inserire su Maps è quello della Cantina Bambinuto di Marilena Aufiero a Santa Paolina, in provincia di Avellino

newsby Monica Coluccia14 Luglio 2021


Marilena inizia attivamente il suo percorso di vignaiola a partire dal 2010, in affiancamento al padre Raffaele Aufiero, venuto a mancare da pochi anni. Decide quindi di dedicare braccia, testa e cuore alla vigna e alla cantina di famiglia, mettendo al centro del progetto aziendale tutto ciò che gira attorno al greco. Questo straordinario vitigno a bacca bianca è protagonista della viticoltura campana, e più precisamente irpina, sin dall’istituzione della Doc per il Greco di Tufo del 1970, rafforzatosi nell’immagine a partire dal 2003 con l’ottenimento della Docg: primo vino bianco del sud Italia, assieme al Fiano di Avellino, a meritare il riconoscimento della Denominazione di Origine controllata e Garantita.

Un esempio di economia circolare dalla verde Irpinia

Marilena crede fermamente nel concetto di economia circolare, applicata per quanto si può alla sua piccola dimensione produttiva. Quindi, oltre a produrre due versioni di Greco di Tufo, che da qualche anno sono entrate stabilmente nelle liste dei vini migliori offerti dalla viticoltura del nostro Paese, si dedica al recupero di tutto ciò che deriva dalla lavorazione delle uve greco.

“La vinaccia, ad esempio, la utilizzo come concime in vigna e non la mando in distilleria”, spiega Marilena. “Parte della feccia (il residuo che si deposita dopo la fermentazione del vino, ndr) la conferisco per far produrre il sapone da una mia amica artigiana, e se la feccia è buona la faccio distillare. Mando in distilleria anche la parte finale del vino che non si riesce mai a filtrare perfettamente che potrei vendere come vino sfuso ma preferisco non farlo. Un’altra amica produce articoli in pelle e si è servita del greco per un particolare trattamento al posto di agenti chimici, un’altra produce marmellate e confetture e ha impiegato il greco al posto della colla di pesce”.

“Da un lato quindi mi dedico alla produzione del vino, ed è la mia attività principale. Ma dall’altro lato credo alla promozione del territorio non solo attraverso i miei vini ma anche facendo rete con gli altri piccoli artigiani irpini come me. Chi si prende la briga di venire a trovarmi fino a qui deve avere l’opportunità di conoscere l’Irpinia che amo”.

Il Greco di Tufo Picoli 2018 di Cantina Bambinuto

Nel suo Greco di Tufo Picoli 2018, attualmente in commercio (esce dopo due anni dalla vendemmia), Marilena ricerca, come in ogni sua annata, la migliore espressione del greco proveniente dal vigneto omonimo in proprietà a Santa Paolina: un particolare terroir che conferisce caratteristiche sensoriali uniche e irriproducibili altrove, anche rispetto ad altre vigne dello stesso comune. Siamo su un ettaro e mezzo di terreno argilloso calcareo, a circa 600 metri di altitudine sul livello del mare nella frazione Picoli del comune di Santa Paolina.

Il Greco di Tufo Picoli, prodotto per la prima volta nel 2008, è attualmente ottenuto dalla lavorazione in solo acciaio della selezione delle uve del vigneto di cui vi abbiamo raccontato, stando attenti a che arrivino in cantina uve sanissime da inviare in pressa. La pressatura, quando possibile a grappolo intero (quando non è possibile si va in pigio-diraspatrice), è tarata in modo che sia delicatissima per lasciare indietro la nota amara e gli elementi potenzialmente ossidanti del greco. Si preferisce produrre fino a quasi la metà di quanto si potrebbe per restituire al consumatore un vino integro e sempre di alta qualità, in ogni vendemmia.

Il Greco di Tufo Picoli 2018 di Cantina Bambinuto arriva da un’annata considerata fresca e, dopo circa un anno e mezzo di affinamento in vetro (è stato imbottigliato nell’ottobre del 2019 dopo un anno di maturazione in acciaio sulle fecce fini), si propone con un affascinante colore pienamente dorato e dalle sfumature oro-verdi e con un olfatto profondo e cangiante, che si è impreziosito con la sosta in bottiglia, regalando aromi di buccia di agrumi, pompelmo e bergamotto, e anche squisitamente fruttati di pesca e susina gialle, in un contesto reso ancor più profumato da percezioni di salvia, timo e melissa. Il gusto gioca con il bilancino, oscillando tra il delicato spessore glicerico e la trama di acidi e sali che “condiscono” anche la lunga persistenza, in aggiunta ai ritorni agrumati e di frutta ancora fresca. È un vino da non prendere sottogamba riguardo a struttura che va aperto durante il pranzo della domenica, non solo sulle preparazioni della cucina di mare, meglio se in bianco, ma anche su manicaretti a base di carni bianche: coniglio e agnello su tutte.


Tag: Cantina BambinutoGreco di TufoVinamundi