Qualche utile consiglio sui vini da bere durante le feste

Ecco qualche esempio che in tema di abbinamenti spazia dal finger food all’antipasto classico all’italiana, dalle zuppe ai primi “della festa” (paste all’uovo & Co.) e alla gamma enorme di secondi piatti e dolci, spesso scelti in base a tradizioni regionali o locali

Qualche utile consiglio sui vini da bere durante le feste
Qualche utile consiglio sui vini da bere durante le feste
newsby Monica Coluccia24 Dicembre 2021


Durante le feste natalizie solitamente si moltiplicano le occasioni conviviali, non è dunque inutile poter disporre di un armamentario di bottiglie in cui a diversi gradi di importanza della struttura del vino si accompagni sempre una piacevolezza del gusto diffusa e universale. Dei veri e propri vini jolly, insomma, da sfoderare in base al probabile menu che vi attende.

Ecco qualche esempio che in tema di abbinamenti spazia dal finger food all’antipasto classico all’italiana, dalle zuppe ai primi “della festa” (paste all’uovo & Co.) e alla gamma enorme di secondi piatti e dolci, spesso scelti in base a tradizioni regionali o locali.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Farrò Docg Extra Brut Particella 232 2020 – Sorelle Bronca / Veneto

Nome lunghissimo per questo spumante metodo Martinotti che una volta stappato finirete di bere ancor prima di aver terminato di scandirne in sequenza la docg (Valdobbiadene Prosecco Superiore), la sottozona (Rive di Farrò, diremmo più precisamente Unità Geografica Aggiuntiva), la tipologia (Extra Brut), il nome (Particella 232), l’annata (2020) e il produttore (Sorelle Bronca). È uno spumante a base del vitigno Glera, floreale, leggiadro e brioso, con un’ottima tensione gustativa che può giocare sugli aperitivi, gli antipasti e i primi piatti con frutti di mare rigorosamente in bianco.

Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Docg Franco Ziliani 2008 – Berlucchi / Lombardia

Per una serata d’alta classe non c’è niente di più appropriato che scomodare una bottiglia di privilegio, ancor meglio se celebrativa. Il 2021 è l’anno in cui ricorre il 60° anniversario della storica azienda della spumantistica franciacortina, la Guido Berlucchi, ma è anche il novantesimo genetliaco di quel Franco Ziliani che nel 1961, da giovanissimo enologo, mise a punto il processo di spumantizzazione che portò alla produzione del Franciacorta che tutti oggi conosciamo. La versatilità e la grandeur di questa Riserva la possiamo spendere su tutto un pasto, a base di pesce o anche carni bianche e ragù derivati, semplicemente variando la temperatura di servizio (magari non sul dolce).

Falerno del Massico Bianco Biologico Doc Crono 2019 – La Masseria di Sessa / Campania

Un altro vino “universale” da infilare nella cantina dei jolly per le feste è un bianco essenziale, profumato il giusto, nitido nei sentori di frutta esotica e agrumi, con un gusto altrettanto pulito, rispondente e di buona sapidità. Il bianco, principalmente a base Falanghina e un saldo di Fiano, di Alfredo Russo prodotto nei vigneti a Sessa Aurunca nella fertile e vulcanica Terra di Lavoro, tra il vulcano di Roccamonfina e il Golfo di Gaeta, si può ben abbinare ben fresco su fritti della tradizione (acquolina per i broccoli in pastella), su torte rustiche di verdure e sugli antipasti di mare. Avanti nel menu potrà reggere anche sauté di cozze e vongole e primi sempre con verdure o frutti di mare.

Toscana Bianco Igt Ribellante 2020 – Pakravan Papi / Toscana

Per la fine dell’anno in cui si celebrano i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta sarebbe una buona idea stappare questo vino che ha nome ispirato da un endecasillabo del Canto I dell’Inferno “Perch’io fui ribellante alla sua legge”. Una “mosca bianca” tra i vini toscani principalmente a base Riesling, con un piccolo saldo di malvasia toscana e chardonnay, proveniente da un vigneto fatto impiantare da Enzo Papi e Amineh Pakravan in alta collina lungo il fiume Cècina, su argille di sollevamento marino con ricca presenza di fossili. Delicatezza e pulizia nei profumi di agrumi e di frutta gialla, con una sigla salina che impreziosisce il passo gustativo fino a farne un ottimo compagno per un risotto alla pescatora.

Romagna Albana Secco Biologico Docg Vitalba In Anfora 2019 – Tre Monti / Romagna

Per gli amanti dei vini lavorati in anfora (qui georgiane), ottenuti da lunghe macerazioni sulle bucce (qui 95 giorni) di uve lasciate fermentare senza aggiunta di lieviti selezionati, c’è da segnalare il Vitalba 2019 della famiglia Navacchia. Storici produttori romagnoli i Navacchia dedicano a questo vino originale, dai profumi fruttati, succosi e cerealicoli, e dal gusto altrettanto fruttato e in aggiunta salino, le uve provenienti dai vecchi ceppi, oggi quasi quarantenni (impianto del 1983), della vigna Bacchilega del podere in proprietà ad Imola. Servito fresco darà soddisfazione su secondi piatti di pesce nobile (al sale o in salsa) ma via libera anche a coniglio, pollo e agnello.

Dolceacqua Sette Cammini 2020 – Maccario Dringenberg / Liguria

Serve un vino di confine per provare, almeno a tavola, a superare le barriere sanitarie con cui dovremo continuare a convivere per un altro po’. Serve un vino che ci riporti al senso di libertà e alla meraviglia che si prova volgendo lo sguardo sull’immensità del mare da una posizione di privilegio qual è il costone prealpino ligure su cui si aggrappa il vigneto Sette Cammini. Un fazzoletto di terra a 550 metri sul livello del mare, in frazione Mortola nel comune di Ventimiglia, tra il colle Belenda e il Grammondo, nell’estremo confine italiano con la Francia. Il vino che si è ottenuto dalle uve rossese di qui, raccolte a mano ceppo dopo ceppo, ha il respiro fresco della vegetazione d’altura, il profumo succoso dei piccoli frutti e una rifinitura speziata e di erbe amare rarefatta ed elegantissima, cui fa seguito un sapore continuo e profondo. Benissimo su zuppe di legumi, lenticchie per buon augurio.

Campi Flegrei Piedirosso Colle Rotondella 2020 – Cantine Astroni / Campania

Il Colle Rotondella 2020 di Gerardo Vernazzaro è un “brulicante” vino cittadino. C’è dentro il tumulto dei pensieri di Vernazzaro, che ne rifinisce il profilo già a partire dalla vigna, sostenuto nell’impresa dai cugini Varchetta. C’è dentro il brulichio cittadino che sale dai quartieri della Napoli più rumorosa fin su ai Camaldoli silenziosi, tra i vigneti di Piedirosso con vista mare. Detto in profumi è un tripudio di freschezza fruttata e florealità campestre, con una dinamicità gustativa disarmante. La perfetta trama di freschezza al sorso e la sigla salina come marchio di fabbrica sul consueto medio corpo ne fanno un vino ideale per preparazioni a base di baccalà, rigorosamente con pomodorini, e zuppe di pesce.

Montefalco Rosso Riserva 2016 – Saragano / Umbria

Un altro vino di cui segnalare la preziosità su una tavola della festa è il Montefalco Rosso Riserva dell’annata 2016 prodotto da Riccardo Pongelli Benedettoni e da Ivan Vincareti nei vigneti della Tenuta di Saragano, nella frazione omonima del comune umbro di Gualdo Cattaneo. In una grande annata come la 2016 si è deciso di produrre un vino di Riserva che ha mostrato tutte le carte in regola per essere inserito nella lista dei vini potenti ma di classe. Il sangiovese, vitigno nella maggior quota del blend come da disciplinare, mette il telaio di freschezza e la dirittura gustativa, il merlot profumi e sofficità, il sagrantino la verve di austerità. Ne viene fuori un vino che divertirà con l’abbinamento su un carrello di bollito misto, seguito da formaggi di media e lunga stagionatura.

Moscato d’Asti Docg Camp Bianc 2020 – Emilio Vada / Piemonte

A fine pasto non dovrebbe mai mancare un vino dolce leggero. Soprattutto nei giorni natalizi c’è da sfruttare il delizioso abbinamento tra i lievitati regionali (siano essi panettoni, pandori e similari) con un’eccellenza tutta italiana: il Moscato d’Asti. Quest’anno c’è da preferire quello di Emilio Vada, piccolo vignaiolo piemontese, con cantina a Coazzolo, nell’astigiano. Con uve di moscato ottenute dai vigneti delle zone vocate di Cossano Belbo, Mango e Coazzolo, Emilio ci offre una nuvola di succo, profumi e misurata dolcezza, dal sorso travolgente ed equilibrato. Basso in grado, solo 5,5 gradi alcolici e di finissima carbonica, potreste stupire i vostri ospiti offrendolo anche come aperitivo su una composizione di salumi e formaggi freschi, e di gran lusso addirittura su cappesante gratinate.

Orvieto Classico Muffa Nobile Pourriture Noble 2016 – Decugnano / Umbria

Nella categoria dei vini da aprire con gente a cui si vuole bene c’è questa incredibile versione di vino dolce prodotto solo in annate eccezionali da Enzo Barbi: l’ultima annata prodotta, prima della vendemmia 2019 immessa in commercio da pochissimo, è stata la 2016. Per ottenerlo si sono raccolte solo le uve di Grechetto (in maggior quota al 55%), Sauvignon (40%) e Procanico (5%) attaccate in vigna dalla botrytis cinerea, una particolare muffa che favorisce la creazione di aromi del tutto originali, particolari e intriganti nel vino che se ne ottiene dopo la vinificazione. Qui i circa 150 grammi/litro di zucchero residuo ne fanno un compagno ideale per lo Stilton. Per un abbinamento altrettanto sontuoso si può pensare a un bloc de foie gras.


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