Le origini erotiche (ma antiche) del cannolo siciliano

L'Italia ha una serie di dolci iconici che ricordano i genitali, come i cannoli, ma, nonostante la forma allusiva, le loro origini sono legate a tradizioni antichissime

cannolo siciliano
Foto pexels | Anna Guerrero
newsby Giulia Martensini20 Dicembre 2021


I cannoli, probabilmente il dolce più famoso d’Italia, sono esposti con orgoglio in quasi tutti i caffè e le pasticcerie siciliane. Oltre che immortalati ne “Il padrino” con la famosa frase “Lascia la pistola, prendi i cannoli“.

Chi l’ha mangiato e pensato che assomigliasse vagamente a un organo genitale, non è andato troppo fuori strada. Perchè dietro la forma originaria di questo famoso dolce c’è una buona ragione.

L’origine del cannolo

La leggenda narra che nella città di Caltanissetta durante la dominazione araba (intorno al 1000 d.C.), un harem di donne creò il dolce per esaltare la mascolinità del loro emiro. Sebbene questa storia non possa essere provata, poiché non ci sono documenti scritti, l’idea di dare una forma erotica ai dolci risale a secoli fa.

Nell’antica Grecia, durante le feste delle Tesmoforie in onore delle dee Persefone e Demetra, si consumavano dolci di miele e sesamo a forma di seno per celebrare la fertilità e la maternità. La pratica, che si pensa abbia avuto origine in precedenti riti tenuti nell’Antico Egitto per adorare la dea Iside, si è poi diffusa nel resto del Mediterraneo e nella Sicilia preromana.

Secondo Maria Oliveri, esperta di studi sui beni culturali della città di Palermo, gli organi sessuali non erano considerati tabù nell’antico mondo greco e romano, ma erano venerati come simboli di abbondanza. “Le forme sessuali dei dolci siciliani derivano da quel mondo antico. Allora era importante avere molti figli, perché coltivavano la terra e provvedevano alla famiglia”, ha detto Oliveri.

I dolci siciliani dalle forme “allusive”

Come i cannoli, nel corso dei secoli, si sono tramandati numerosi altri antichi dolci italiani dalle forme erotiche. La forma della Minna Di Sant’Agata o Minni di Virgini (mezza sfera ripiena di ricotta ricoperta di glassa bianca e una ciliegia candita) ricorda un seno in onore di Sant’Agata. Una martire di epoca romana a cui furono tagliati i seni per rifiutando le avance di un uomo.

 

Invece  il Feddi ru Cancillieri (crema e marmellata di albicocche incuneate tra due biscotti alle mandorle) è stato creato per scherzo per somigliare alle natiche di un cancelliere.

Il cattolicesimo e le suore pasticciere

Nell’XI secolo, i conquistatori normanni hanno convertito la Sicilia al cattolicesimo e le antiche tradizioni si sono mescolate a quelle cattoliche. I dolci venivano conservati dalle suore, che in occasione delle feste e delle feste religiose li preparavano all’interno dei loro conventi.

Le suore non facevano dolci a forma di erotico, come qualcuno potrebbe pensare, perché erano sessualmente represse e volevano divertirsi, ma perché hanno ereditato un’antica tradizione“, ha detto Oliveri.

Sin dai tempi dell’antica Grecia, la fabbricazione e quindi il consumo di cibi simbolici era associata al rito del sacrificio. E si pensava che avvicinasse le persone agli dei. Poiché questa nozione è stata trasferita nel cattolicesimo, alle suore è stato permesso di sviluppare la pasticceria. Nonostante le regole monastiche medievali che proibivano di consumare dolci.

Il Carnevale era l’unico periodo dell’anno in cui il pudore cattolico lasciava il posto all’eccesso. Di conseguenza, era l’unico momento in cui era consentito di mangiare i cannoli. Ed ecco che gli uomini offrivano cannoli alle donne per alludere ai loro desideri sessuali. “Ogni cannolu è scettru d’ ogni Re… lu cannolu è la virga di Mosè“.

 

 


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