Il cibo di oggi non è più nutriente come una volta

I prodotti nei supermercati stanno diventando più grandi, più succosi e più attraenti ma il loro contenuto nutrizionale non ha tenuto il passo

il cibo non è più nutriente come una volta
Foto Unsplash | Chantal Garnier
newsby Giulia Martensini27 Gennaio 2022


Sembra una carota, ha il sapore di una carota, ma per noi è buono come una volta?

I valori nutrizionali di alcune verdure diffuse, dagli asparagi agli spinaci, sono diminuiti in modo significativo dal 1950. Uno studio statunitense del 2004 ha rilevato che i nutrienti in alcune colture da giardino sono fino al 38% inferiori rispetto alla metà del 20° secolo. In media, nelle 43 verdure analizzate, il contenuto di calcio è diminuito del 16%, il ferro del 15% e il fosforo del 9%. Vitamine quali riboflavina e acido ascorbico sono diminuite entrambe in modo significativo, mentre si è verificata una leggera diminuzione dei livelli proteici. Simili diminuzioni sono state osservate nei nutrienti presenti nel grano. Cosa sta succedendo?

Come è cambiato il cibo nel tempo

Spinti dalla carenza di cibo dopo la seconda guerra mondiale, gli scienziati hanno sviluppato nuove varietà ad alto rendimento di colture e razze di bestiame, insieme a fertilizzanti sintetici, pesticidi ed erbicidi, per aumentare la produzione alimentare. Grazie ai miglioramenti nell’irrigazione e all’avvento di trattori a prezzi accessibili, la produttività delle colture è aumentata notevolmente. La resa media mondiale dei cereali è aumentata del 175% tra il 1961 e il 2014. Il frumento, ad esempio, che è passato da una resa media di 1,1 tonnellate per ettaro a 3,4 tonnellate per ettaro all’incirca nello stesso periodo di tempo.

Mentre i raccolti sono aumentati, i livelli di nutrienti in alcune colture sono diminuiti, in parte a causa delle tecniche di agricoltura intensiva. Potrebbe essere, come alcuni hanno affermato, il risultato dell’uso crescente di pesticidi artificiali, fertilizzanti e altre sostanze chimiche che alterano il suolo e le piante, incidendo quindi sulla qualità del cibo che mangiamo?

Piante più grandi, ma meno nutrienti

Uno studio di 170 anni sul grano coltivato utilizzando diverse tecniche di coltivazione suggerisce che c’è di più. I risultati di questo lunghissimo esperimento hanno dimostrato che non è la mancanza di nutrienti nel suolo a provocare la diminuzione dei nutrienti nel cibo.
Quindi, se il terreno è buono come prima, cos’altro sta succedendo? Le piante stesse sono cambiate?

In effetti si. Nel corso degli anni ’50 sono state create delle varietà di grano più grandi in grado di produrre frutti più abbondanti. Un’ottima notizia, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo che all’epoca erano in forte espansione e la carestia rappresentava una seria minaccia. Tuttavia, un effetto collaterale imprevisto è stato che mentre il grano produceva più grano per pianta, i livelli di nutrienti non aumentavano allo stesso modo.

Quello che si è ottenuto è uno scenario in cui, mentre i nutrienti rimangono allo stesso livello in un singolo chicco di grano, l’amido aumenta di due o tre volte. Ciò significa che una volta che il grano viene trasformato in farina Il rapporto tra carboidrati e nutrienti è in calo.

L’importanza delle componenti nutritive per la salute

I carboidrati sono fondamentali per la salute umana. Tuttavia abbiamo anche bisogno che la nostra dieta fornisca proteine, minerali e vitamine che sono fondamentali per la crescita e i processi biochimici nel corpo. Il selenio, ad esempio, è necessario nei processi che producono il DNA, lo zinco aiuta il sistema immunitario del corpo a funzionare correttamente, mentre il magnesio mantiene le funzioni nervose, muscolari e cardiache e aiuta le ossa a rimanere forti.

Ad oggi ci troviamo con un sistema alimentare globale che in alcuni casi è stato progettato per fornire calorie e perfezione cosmetica ma non necessariamente nutrizione. Ciò contribuisce a un fenomeno chiamato fame nascosta, in cui le persone si sentono sazie ma potrebbero non essere in salute, poiché il loro cibo è ricco di calorie ma povero di nutrienti.
Ciò di cui avremmo bisogno, sostengono gli esperti, è un sistema di produzione alimentare che monitori la nutrizione negli alimenti. E un modello commerciale che valorizzi la nutrizione al di sopra di ogni altra cosa.

 

 


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