Lavoro: le donne e i giovani sono i più colpiti dalla crisi

Il rapporto del Cnel ha evidenziato come i giovani e le donne siano i più colpiti dalla crisi del mercato del lavoro. L'occupazione femminile in Italia è al di sotto della media europea

uomo donne lavoro
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newsby Redazione9 Gennaio 2021


La crisi del mercato del lavoro è destinata ad accentuarsi e, ancora una volta, a risentirne maggiormente saranno i giovani e le donne. Il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ha pubblicato il “Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020” che fotografa la situazione, piuttosto allarmante sul piano lavorativo, del nostro Paese.

A gravare ulteriormente sulla situazione ci saranno, quest’anno, l’interruzione della cassa integrazione e la fine del blocco dei licenziamenti. Secondo il Cnel, nel 2021, la quota di coloro che non riescono a trovare un’occupazione regolare non farà altro che aumentare il numero di soggetti che lavoreranno in nero.La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi. Per loro l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi”.

Donne colpite dalla crisi del mercato del lavoro, anche a causa dello smart working

Ad essere duramente colpite dalla crisi del mercato del lavoro sono in primis le donne. Il Cnel ha spiegato che la battaglia per l’uguaglianza di genere “non può essere più solo un punto di un programma politico aggiunto. Deve essere al centro di azioni concrete creando vantaggi economici, sociali e culturali per l’intero Paese”.

In Italia, ha spiegato il Cnel, l’occupazione femminile è al di sotto delle medie europee. La crisi causata dalla pandemia non ha fatto altro che accentuare questa situazione. Lo smart working, inoltre, non ha assolutamente giovato alle donne lavoratrici.

Giovani e pandemia: si rischia dispersione scolastica

La pandemia, il lockdown e le continue restrizioni hanno portato a dover rivedere il sistema scolastico. La conseguente chiusura delle scuole ha portato il Governo a doversi confrontare con la mancanza di strumenti adeguati, come dispositivi e connessione accessibili a tutti, e un sistema educativo impreparato.

La scelta di utilizzare la didattica a distanza in favore di quella in presenza, per contrastare il diffondersi di Covid-19, ha sì consentito di non bloccare la frequenza delle lezioni per gli alunni, ma come ha fatto notare il Cnel ha “esposto ad una forte crescita del rischio di dispersione scolastica”. La conseguenza più evidente, sempre secondo il Cnel, è l’inasprimento “non solo delle disuguaglianze generazionali ma anche di quelle sociali”.

Lo scarso investimento pubblico sulle nuove generazioni (in particolare la parte che va efficacemente a rafforzare la loro formazione l’inserimento solido nel mondo del lavoro) è il principale nodo che vincola al ribasso la possibilità di crescita italiana. Nodo da scogliere prima ancora che sul piano del rapporto tra giovani e lavoro, su quello più alto del ruolo delle nuove generazioni nel modello di sviluppo del Paese” ha spiegato il Cnel.


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