Manolas e il rischio multa: quanto denaro si può portare in aeroporto?

Nessuna multa per il calciatore greco, che aveva con sé meno di 10mila euro. Ecco qual è la regola per chi viaggia dall'Italia all'estero

Manolas e il rischio multa: quanto denaro si può portare in aeroporto?
Kostas Manolas ai tempi della Roma (foto Dmitriy Golubovich - soccer.ru CC BY-SA 3.0)
newsby Francesco Lucivero16 Dicembre 2021


La notizia di una presunta sanzione nei confronti di Kostas Manolas, difensore di proprietà del Napoli, ha fatto rapidamente il giro del web nella giornata di mercoledì. Di contro, è arrivata successivamente una secca smentita, secondo fonti riportate da SportMediaset. Nessuna multa, solo un controllo che ha constatato come la cifra posseduta all’aeroporto di Capodichino dal calciatore greco fosse al di sotto dei limiti imposti dalla legge.

Cosa è successo dunque a Manolas? Per quale motivo è stato sottoposto a un controllo? Quali sono i termini di legge e quali le sanzioni? In questo articolo cercheremo di dare la risposta a tutte queste domande.

Manolas, perché è stato controllato dalla Guardia di Finanza

Innanzitutto l’episodio in sé: Manolas, calciatore alla sua settima stagione in Italia (cinque a Roma, sponda giallorossa, una e mezza a Napoli), si era recato all’aeroporto di Capodichino per prendere un aereo. Destinazione Atene dove avrebbe dovuto effettuare delle visite mediche in vista del ritorno all’Olympiacos.

Con sé, però, aveva una quantità di denaro contante piuttosto alta. Una cifra che ha destato sospetti nel personale dell’aeroporto. La Guardia di Finanza ha dunque effettuato un controllo al termine del quale non è stata comminata una sanzione, come riferito da alcuni organi di stampa mercoledì, ma una semplice constatazione di regolarità. Manolas ha poi raggiunto regolarmente il Pireo. Ufficialmente per “motivi familiari”, benché sia ormai noto l’accordo con il club azzurro per la rescissione del contratto e con quello greco per l’ingaggio.

Quanto denaro si può portare in aeroporto

Le regole per viaggiare dall’Italia all’estero (indifferentemente dall’appartenenza all’Ue del Paese di destinazione) sono contenute nella Carta doganale del viaggiatore, un documento creato ad hoc dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La Carta recepisce le misure anti-riciclaggio in vigore a livello nazionale, il cui ultimo aggiornamento risale al 2017. Secondo queste regole, chi viaggia può portare con sé un massimo di 9.999,99 euro. Non un centesimo di più.

La cifra comprende, oltre al denaro contante (banalmente, monete e banconote) anche valori assimilati, come assegni o vaglia. Nel caso specifico di Manolas, il calciatore aveva con sé 6.400 euro: una cifra alta, ma lontana dalla soglia che avrebbe fatto scattare la sanzione.

C’è comunque un’eccezione che permette, a chi viaggia, di portare con sé oltre 10mila euro: una dichiarazione (scaricabile, per chi è interessato, qui) da rendere spontaneamente in Dogana. Prima, dunque, di qualsivoglia controllo.

Le sanzioni per chi non rispetta la legge

La Carta doganale del viaggiatore fa chiarezza anche sulle eventuali sanzioni, qualora si ecceda la quota di 10mila euro senza dichiararli preventivamente in Dogana. La sanzione principale per un’eccedenza inferiore a 10mila euro è il sequestro del 30% della cifra fuori limite, con una multa che va dal 10 al 30% della stessa cifra, per un minimo (in ogni caso) di 300 euro.

Se l’eccedenza supera, invece, i 10mila euro, ad essere sequestrato è il 50% della cifra extra. La multa, invece, va dal 30 al 50% dell’importo eccedente.

Chiuso il procedimento sanzionatorio, al viaggiatore viene restituito il denaro sequestrato se vi è un importo eccedente rispetto a quello trattenuto come sanzione. Per riottenerlo, però, il viaggiatore deve fare esplicita richiesta entro 5 anni dalla data del sequestro.

Oblazione, quando e come si può “cancellare” la multa

Il viaggiatore punito, comunque, può beneficiare della norma che regolamenta la cosiddetta oblazione, una sorta di “cauzione” che permette di estinguere immediatamente la multa ed evitare il sequestro dell’eccedenza.

Può farlo, nello specifico, immediatamente all’ufficio doganale o entro 10 giorni con bollettino intestato al Ministero dell’Economia, pagando una cifra pari al 5% dell’importo eccedente il limite se non supera i 10mila euro e del 15% se è compresa fra i 10mila e i 40mila euro (l’importo minimo è comunque di 200 euro).

L’oblazione non vale per eccedenze che vanno oltre i 40mila euro. Non vale neanche quando il contravventore ha già fruito della stessa possibilità nel corso dei 5 anni precedenti al sequestro.


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