Che differenza c’è tra il mutuo a tasso fisso e a tasso variabile e quale conviene di più

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newsby Claudia Manildo20 Febbraio 2023

Si alzano i tassi d’interesse, importante allora capire la differenza tra mutui a tasso fisso e tasso variabile, ad oggi, quale conviene di più?

Ad oggi comprare casa risulta problematico, considerando la crescita dei tassi d’interesse in molti stanno pensando di rinunciare nonostante le agevolazioni per gli under 36. Quando ci si trova davanti alla scelta di acquistare casa bisogna prima di tutto tenere in considerazione il mercato, non solo per quanto riguarda i prezzi degli immobili ma anche per quanto riguarda i tassi d’interesse offerti dagli istituti bancari.

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Mutuo – newsby

I mutui si distinguono in linea generale in base alla tipologia di tasso di interesse applicato. Se fisso, il tasso di interesse rimane costante durante tutta la durata del mutuo, mentre se variabile il tasso può mutare durante la vita del contratto. In questo caso le oscillazioni possono essere in aumento ma anche in diminuzione rispetto al tasso di partenza, in funzione dell’andamento del tasso EURIBOR. Ci sono quindi differenze sostanziali tra le due scelte, è importante capirne il funzionamento prima di decidere quale sia meglio per sé.

Il Mutuo a tasso fisso

Si definisce a tasso fisso il mutuo bancario che, una volta scelto, non varia nel tempo il suo tasso di riferimento, mantenendo la rata costante a prescindere dall’andamento del costo del denaro. Il mutuo a tasso fisso risulta vantaggioso se dopo la stipula del contratto si vede un aumento progressivo dei tassi.

Mutuo casa
Mutuo casa – newsby

In questo senso, il mutuo a tasso fisso è vantaggioso anche per via della ‘stabilità’ del contratto, nel senso che già dall’inizio si possono fare i conti su quanto si dovrà pagare per ogni rata, senza sorprese, per molte persone potrebbe essere importante poter calcolare in anticipo le uscite, in modo da organizzarsi con le spese. Ottimo quindi anche per chi è consapevole di non prevedere delle variazioni di reddito rilevanti.

Il Mutuo a tasso variabile

Si tratta di un mutuo il cui calcolo degli interessi si modificano nel tempo in relazione all’andamento del costo del denaro. Il tasso “a regime” applicato alle rate del mutuo si struttura con l’addizione di Euribor e Spread annuo, ma in cosa consistono queste due variabili? In sostanza, per Euribor si intende il Tasso interbancario medio applicato dalle banche dell’Unione Europea ai depositi; lo Spread invece rappresenta la percentuale che ogni specifica banca decide di aggiungere entro i limiti del tasso di usura per lucrarci.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) individua un “tasso-soglia” oltre il quale scatta il reato di usura. Se l’Euribor costituisce la componente variabile del tasso, e ad ogni revisione dovrà essere nuovamente rilevato, lo spread invece resterà lo stesso per tutta la durata del mutuo. In questo modo, è vero che si potrebbe godere di tassi più bassi ma è anche vero che per molti mesi il tasso essendo variabile potrebbe anche aumentare, in quel caso non si potrà recidere il contratto e si dovranno rispettare gli aumenti delle rate, è per questo che di solito il tasso variabile è associato a mutui con scadenze non molto prolungate.