Antonio Percassi, addio Atalanta? Tutti i suoi affari e le sue proprietà

Il fondo statunitense KKR potrebbe pagare l'85% dell'Atalanta qualcosa come 350 milioni di euro: sarebbe l'ennesima operazione da urlo di Antonio Percassi

Lo stemma dell'Atalanta
Foto: Pixabay | jorono
newsby Marco Enzo Venturini18 Febbraio 2022


Una voce esplosa nell’arco di pochi giorni, ma che sembra poter dare vita a un veloce ribaltone: l’Atalanta potrebbe cambiare presto proprietà. Il club orobico, reduce da cinque anni ad altissimi livelli con tanto di tre partecipazioni consecutive alla Champions League, potrebbe infatti diventare americano. Lo conferma ‘Sky Sport’, secondo cui il fondo statunitense KKR (ossia “Kohlberg Kravis Roberts“) potrebbe rilevare l’85% delle quote della Dea per circa 350 milioni di euro. E questa sarebbe una nuova operazione commerciale da urlo per Antonio Percassi. Noto al grande pubblico soprattutto come presidente nerazzurro, ma che nel corso dei decenni si è affermato come imprenditore di grido in svariati settori.

Da calciatore dell’Atalanta a imprenditore

L’Atalanta è però sempre stata nel destino del suo attuale presidente, che da giovane ne è stato addirittura giocatore. Nato il 9 giugno 1953 a Clusone, sulle montagne della Val Seriana, Antonio Percassi era un inesauribile difensore, che vestì la maglia nerazzurra per sette stagioni tra il 1970 e il 1977 (di cui solo due in Serie A). Già nel 1976, però, iniziò a concentrarsi su un’altra carriera. Quella, appunto, di imprenditore.

Subito entrato nel ramo immobiliare, già a 23 anni il suo nome iniziò a diffondersi a Bergamo riguardo alle nuove attività. Fondamentale fu, per esempio, l’accordo commerciale con Luciano Benetton che gli permise di aprire nella città lombarda i primi negozi monomarca dell’azienda trevigiana. Da qui prese il via un’espansione che coinvolse il resto d’Italia per poi spostarsi anche all’estero. Percassi, infatti, è il responsabile dell’apertura di negozi con le griffe United Colors, Zerododici, Sisley, Playlife.

Lo sapevi che? I marchi legati ad Antonio Percassi

Non tutti sanno, però, che alcuni marchi ora famosissimi lungo lo Stivale sono stati portati in Italia proprio da Antonio Percassi. Questo è il caso, per esempio, di Zara: la compagnia spagnola è comparsa nel nostro Paese solo nel 2001 proprio grazie a un accordo commerciale con l’imprenditore bergamasco. Lo stesso avvenne per Victoria’s Secret nel 2015 e per Starbucks nel 2018. Suoi anche i LEGO Store, inaugurati in Italia nel 2016.

Non vanno però tralasciati i marchi fondati proprio da Antonio Percassi, e ora inclusi nella sua holding, la Odissea Srl. Uno dei più noti è certamente KIKO, azienda cosmetica fondata da uno dei suoi figli nel 1997. In realtà partì con un piccolo punto vendita a Piazza San Babila a Milano, ma oggi vanta quasi mille store nel mondo. Ma le proprietà della famiglia includono anche le calzature Vergelio. Da non dimenticare, poi, le tante proprietà immobiliari che includono anche centri commerciali in tutta Italia.

Antonio Percassi e l’affare Atalanta

Da non dimenticare il boom dell’Atalanta, non solo a livello sportivo ma anche economico. Lo certifica il fatto che Percassi acquistò il club, fresco di retrocessione in B, pagandolo poco più di 10 milioni di euro nel 2010 e ora si appresta a rivenderne l’85% per circa 350 milioni. Un club che nel frattempo frequenta abitualmente le coppe europee e dispone di un suo stadio di proprietà. Si tratta del Gewiss Stadium, rifacimento del vecchio Atleti Azzurri d’Italia. Un impianto pagato più di 7 milioni e sul quale ne sono stati investiti 40. Ma anche questo ha rappresentato uno dei grandi affari dell’uomo che ‘Forbes’ ha definito il 36° più ricco d’Italia nel 2020.


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