“La scuola cattolica”, vietato ai minori: ma chi lo decide

La censura cinematografica è stata abolita per volere del ministro Franceschini, ma chi decide quando un film è da vietare ai minori?

La scuola cattolica, vietato ai minori: ma chi lo decide
Foto Pexels | Luis Quintero
newsby Linda Pedraglio6 Ottobre 2021


Sta facendo molto discutere il divieto imposto ai minori di 18 anni sulla pellicola “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, tratta dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, Premio Strega 2016. Secondo gli esperti, il divieto è giustificato da “una sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice“. Ma è ancora possibile sottoporre a censura un film in Italia? E chi decide quando un film è da vietare al di sotto di una certa fascia d’età?

Italia, è legale la censura cinematografica?

La censura cinematografica è stata abolita lo scorso aprile per volere del Ministro della Cultura Dario Franceschini. “Finalmente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”. Così il Ministro della cultura che ha firmato il decreto contro il divieto assoluto di uscita in sala o di uscita condizionata a tagli o modifiche. Questo non impedisce tuttavia di vietare la visione di un film al di sotto di una certa fascia d’età. Il divieto può riguardare i minori di 6 anni, 14 anni (12 anni se accompagnati da un genitore) o 18 anni (16 anni se accompagnati da un genitore). Alla luce di tale classificazione, il divieto agli under 18 costituisce la più alta forma di censura attuabile in Italia.

Chi decide quando un film è da vietare

Ma chi decide quando un film è da vietare? Parallelamente alla abolizione della censura cinematografica, il ministro Franceschini ha istituito una Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche. A capo della commissione figura il Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno. I membri della commissione sono quarantanove esperti, scelti per la loro comprovata professionalità e competenza nei settori cinematografico e pedagogico-educativo. Non mancano figure di riferimento in merito alla tutela dei minori, alla comunicazione sociale e alla protezione degli animali.


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