Salvator Mundi, dall’asta record al declassamento: è di Leonardo?

Quattro anni fa il dipinto stabilì il primato dell’opera più costosa con 450,3 milioni. Ora il Museo del Prado lo esclude dal listino delle opere del genio di Vinci

Salvator Mundi, dall’asta record al declassamento: è di Leonardo?
(Photo by VCG Wilson/Corbis via Getty Images/Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini15 Novembre 2021


Il 15 novembre del 2017 alla casa d’aste londinese Christie’s viene stabilito il record dell’opera d’arte più costosa al mondo. È il Salvator Mundi, dipinto attribuito a Leonardo da Vinci, venduto per 450,3 milioni di dollari (compresi i diritti d’asta) dal patron dell’AS Monaco, l’imprenditore russo Dmitrij Rybolovlev. Ad aggiudicarselo è il principe saudita Badr bin Abd Allah bin Mohammed bin Farhan Al Saud, che agisce come intermediario per conto del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi.

Il dibattito sull’autenticità del Salvator Mundi

A quattro anni di distanza, l’autenticità del quadro resta uno dei temi più dibattuti fra gli esperti in campo artistico. Per alcuni studiosi, infatti, è attribuibile a Leonardo da Vinci e la sua datazione si aggira attorno al 1505-1515 circa. Secondo altri, invece, l’opera non è del maestro rinascimentale, ma più probabilmente di un artista di scuola leonardesca. Copie del Salvator Mundi sono infatti disseminate in tutto il mondo e alcune di queste sono transitate per le collezioni private di Carlo I d’Inghilterra, Francis Cook e del marchese de Ganay.

Il Prado declassa l’opera: “Non è di Leonardo”

Ora, al coro di coloro che non ritengono il dipinto un’opera di Leonardo si è unito anche il Museo del Prado di Madrid. La prestigiosa pinacoteca iberica ha infatti “declassato” l’opera nel catalogo della mostra ‘Monna Lisa. Nuovi approccia alla pratica del laboratorio vinciano’, un’esposizione monografica sull’artista italiano accessibile fino al 23 gennaio. Nel catalogo, infatti, il Salvator Mundi è annoverato fra le opere attribuite, di bottega o supervisionate da Leonardo”.

La curatrice: “Non esiste un dipinto prototipo”

E non, dunque, nella categoria principale, ovvero le opere del genio rinascimentale. La curatrice del Prado, Ana Gonzaléz Mozo, nel suo saggio di commento all’interno del catalogo scrive che alcuni specialisti ritengono che ci fosse un prototipo ora perduto”; mentre altri “pensano che la tanto dibattuta versione di Cook sia l’originale”. Ma, taglia corto Mozo, “non esiste un dipinto prototipo di Leonardo da Vinci. E addirittura rende il “mistero” ancora più fitto, sostenendo che la versione più vicina all’originale sia quella di de Ganay, venduta da Sotheby’s nel ’99 e ora parte di una collezione privata anonima.

 

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Tag: Ana Gonzaléz MozoLeonardo da VinciSalvator Mundi