Otranto, scoperto relitto sommerso Magna Grecia: custodiva un tesoro

Il tesoro era custodito all'interno di un'antichissima nave corinzia naufragata al largo di Otranto

newsby Linda Pedraglio16 Ottobre 2021



Il mare ha restituito alla luce un immenso tesoro risalente al VII secolo a.C. Si tratta di un imponente relitto scoperto sui fondali marini di fronte alla costa di Otranto a quasi ottocento metri di profondità. Per la prima volta, gli archeologi subacquei sono riusciti nell’ardua impresa di portare alla luce i tesori custoditi al suo interno. Anfore, brocche, coppe da vino in ceramiche, ancora impilate e imballate dentro grandi vasi, per affrontare la perigliosa traversata via mare. Ma anche resti di alimenti, come le olive.

Otranto, scoperto antico tesoro sul fondale

Questo il tesoro scoperto dagli archeologi subacquei negli abissi del Canale di Otranto in una nave corinzia risalente a più di duemila anni fa. La scoperta getta nuova luce sugli albori del commercio tra Corinto e la Magna Grecia. La Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo è al lavoro per portare in superficie anche gli altri reperti rimasti sul fondo del mare con il sostegno del Ministero della Cultura. “Una grande scoperta che dimostra la necessità di tornare a investire sull’archeologia subacquea“, applaude il ministro della cultura Franceschini.

La scoperta getta nuova luce sulla Magna Grecia

Il relitto fu individuato per la prima volta soltanto tre anni fa durante le operazioni per la realizzazione di un metanodotto che porta in Italia il gas dell’Azerbaijan. La sorpresa più grande è arrivata però in laboratorio, quando gli esperti della soprintendenza hanno ripulito e studiato il campionario di vasi e coppe constatando che si trattava di un materiale così antico. “Fino a oggi non si pensava che tra la Magna Grecia e la madre patria ci potesse essere un commercio organizzato già in questa epoca“. Lo spiega la soprintendente Barbara Davidde. “Anche la fase del recupero è stata straordinaria“, prosegue Davidde.

Come è avvenuto il recupero del tesoro

Gli archeologi sono tornati a bordo di una nave oceanografica nel punto del Canale di Otranto in cui era stato individuato il relitto, a 22 miglia dalla costa. Lì hanno documentato il tesoro sommerso con video subacquei e fotografie. A bordo di un sottomarino guidato via cavo e con l’ausilio di una speciale pompa aspirante, i subacquei sono riusciti a riportare in superficie 22 degli oltre 220 oggetti.


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