Ultima Generazione, chi sono gli attivisti che bloccano le autostrade?

Si tratta di un movimento ambientalista che punta ad attirare l’attenzione su problemi come la riapertura delle centrali a carbone dismesse e le nuove trivellazioni

Ultima Generazione
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newsby Alessandro Bolzani2 Gennaio 2023


Ultima Generazione si autodefinisce una campagna italiana di disobbedienza civile nonviolenta che dal 2021 unisce semplici cittadine e cittadini, proprio come te, preoccuparti per il proprio futuro e per quello di chi verrà dopo di noi”. Scendendo più nello specifico, si tratta di un movimento ambientalista che punta ad attirare l’attenzione su problemi come la riapertura delle centrali a carbone dismesse e le nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale. Altre questioni su cui vuole porre l’accento solo il riscaldamento globale, la deforestazione e le gravi conseguenze dell’impatto dell’uomo sull’ambiente, che in futuro potrebbero portare a una scarsità alimentare.

Il movimento è attivo anche il altri Paesi del mondo, con nomi come “Last Generation” e “Leztze Generation” e segue la stessa strada di iniziative come “Extinction Rebellion” e “Just Stop Oil”.

Le proposte di Ultima Generazione

Tra le proposte di Ultima Generazione c’è anche quella di “procedere immediatamente a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 GW e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili”. Gli attivisti spiegano che installato 8 GW di rinnovabili all’anno sarebbe possibile ridurre i consumi di gas per il settore elettrico di almeno due miliardi di metri cubi nell’arco di dodici mesi. “Siamo l’Ultima Generazione in grado di fare qualcosa”, sottolineano.

Le proteste sul Grande Raccordo Anulare di Ultima Generazione

Nel corso del 2022, Ultima Generazione ha iniziato a farsi notare tramite alcune delle sue proteste. In particolare hanno bloccato più volte il Grande Raccordo Anulare di Roma, attirandosi le ire degli automobilisti. “Bloccare le strade un’azione che porta alti risultati mediatici e attenzione alle richieste, polarizza l’opinione pubblica e aumenta la pressione sul Governo”, spiegano gli attivisti sul loro sito. “Infine, spinge tantissime persone a chiedersi se davvero stanno facendo tutto il possibile per evitare il collasso ecoclimatico”. Simili proteste non si sono verificate solo a Roma, ma anche il altre città. A Milano, per esempio, Ultima Generazione ha più volte bloccato il traffico in tangenziale, sedendosi sull’asfalto con degli striscioni.

Scioperi della fame e gesti eclatanti nei musei

Non sono mancati, inoltre, scioperi della fame e proteste all’interno dei musei. Qui gli attivisti hanno imbrattato i vetri che proteggono alcune opere d’arte con del cibo e si sono incollati alle pareti per poter diffondere i loro messaggi senza essere interrotti troppo in fretta. Sebbene quest’ultima forma di protesta sia avvenuta più spesso all’estero (anche a opera di altri gruppi ambientalisti), pure in Italia c’è stato un caso. Risale all’inizio di novembre e riguarda il dipinto “Il seminatore” di Van Gogh, in mostra a palazzo Bonaparte a Roma. Il quadro, sul quale stata lanciata della zuppa di verdure, è stato tolto per verificare eventuali danni, prima di tornare a essere esposto pochi giorni dopo.


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