Strage di Bucha, gli immancabili complottisti | “È una messinscena”

Subito dopo la pubblicazione delle immagini e dei video sull’eccidio nella cittadina alle porte di Kiev da parte delle forze russe, anche in Italia c’è qualcuno che ha sollevato dei dubbi. Anche tra i personaggi più autorevoli

Strage di Bucha
Foto Twitter | @DefenceOfUkraine
newsby Lorenzo Grossi5 Aprile 2022


Continuano ad arrivare nelle ultime ore testimonianze, video e fotografie delle violenze compiute dall’esercito russo nella cittadina ucraina di Bucha, nella periferia nordovest di Kiev. Tutto questo sembra confermare che a Bucha, controllata dalle forze russe fino a venerdì 1° aprile, l’esercito di Mosca abbia massacrato decine di civili ucraini durante le cinque settimane di occupazione.

I giornalisti internazionali che negli ultimi due giorni sono riusciti a entrare nella città assediata parlano di intere vie della città ricoperte di corpi in decomposizione. Di una gigantesca fossa comune scavata nel giardino della chiesa ortodossa della cittadina, di amici e parenti che insieme riemergono spaventati dagli scantinati dove si erano nascosti in attesa che i russi lasciassero la città. Il New York Times scrive che domenica 3 aprile, a tre giorni dalla riconquista della cittadina da parte degli ucraini, gli abitanti di Bucha “stavano ancora trovando dei corpi nei giardini delle case e nelle strade: prove sempre più concrete del fatto che i civili siano stati uccisi di proposito e indiscriminatamente.

Bucha: un eccidio che non convince molti complottisti. Anche in Italia

Insomma, le documentazioni sull’eccidio da parte delle forze russe sono evidenti. Eppure, anche in Italia, non sono pochi coloro ritengono che a Bucha sia stata messa in piedi tutta una messinscena dagli ucraini. A sostenerlo, tra gli altri, è Toni Capuozzo. Autorevole inviato di guerra per Mediaset, il giornalista ha seminato dei dubbi sulle tempistiche che hanno caratterizzato i massacri di Bucha. Queste le sue parole durante la puntata di lunedì 4 aprile di Quarta Repubblica, su Rete 4.

Il giornalista Toni Capuozzo
Foto | Rete 4

“Il risultato finale non cambia: è l’orrore. Io sollevo però qualche dubbio su quello che è accaduto a Bucha. Mi faccio qualche domanda e voglio ricostruire quello che è accaduto. Il 30 marzo i russi si ritirano da Bucha. Il 31 marzo il sindaco di Bucha rilascia un’intervista in cui esprime la propria soddisfazione per il fatto che i russi hanno finalmente abbandonato il paese. Il 1° aprile esce un’altra intervista e nessuno fa menzione dei morti in strada. E Bucha non è molto grande (28mila abitanti): possibile che nessuno abbia detto al sindaco che in quel quartiere ci sono i morti per strada”.

“Poi il 2 aprile”, prosegue Capuozzo, “spunta fuori un filmato della polizia ucraina che mostra le devastazioni della guerra e c’è soltanto un cadavere: un militare russo lasciato ai bordi della strada. Il 3, invece, iniziano a circolare tutti i morti che abbiamo visto. Da dove sono saltati fuori tutti questi corpi? Possibile che dopo quattro giorni nessuno ha messo un lenzuolo su questi cadaveri? Io li ho visti come sono i cadaveri dopo qualche giorno. Queste vittime sono in strada da tre settimane? Non sarebbero in quelle condizioni”.

Capuozzo, sempre nel programma tv condotto da Nicola Porro, prosegue mettendo in evidenza la possibilità che sia tutta una messinscena. “I Russi potrebbero essere capaci di fare una strage simile. Allo stesso tempo, però, anche gli ucraini potrebbero essere in grado di mettere in piedi questa messinscena. L’obiettivo potrebbe essere quello di farsi mandare i carri armati. E allora forse ha ragione il Daily Mail, che dice che Bucha è solo l’inizio. Perché vedremo altre stragi. Diventerà intollerabile quello che vedremo: come può la Nato assistere a quello che sta succedendo?”.

Un'immagine della guerra in Ucraina
Foto Wikimedia Commons | dsns.gov.ua (CC BY-SA 4.0)

Toni Capuozzo conclude la sua disamina, aggiungendo. “Mi sorprende che la Russia chiede la riunione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e la presidenza di turno, che è britannica, dice di no. Era l’occasione per incastrarli con le prove schiaccianti. E poi mi sorprende persino le fosse comuni dietro una chiesa: sembra quasi una sepoltura pietosa. Ma si fanno nei boschi, dove speri che nessuno vada a trovarli”. Nello stesso talk show di Rete 4, sarà poi Daniele Capezzone a contrastare le tesi di Capuozzo, smentendo di fatto una versione su Bucha che la Russia sta facendo circolare da qualche giorno e che sta convincendo molti complottisti anche nel nostro Paese. Anche tra i personaggi più autorevoli.


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