Giorno della Memoria, Segre: “Indifferenza porta alla violenza”

La senatrice a vita Liliana Segre ha portato la sua testimonianza all'evento di chiusura per il Giorno della Memoria presso la stazione Centrale di Milano

newsby Antonio Lopopolo31 Gennaio 2021



L’indifferenza porta alla violenza perché l’indifferenza è già violenza”. Lo ha detto Liliana Segre, che ha portato oggi, domenica 31 gennaio, la sua testimonianza al Memoriale della Shoah di Milano. Con la giornata di oggi si chiudono le celebrazioni dedicate, in tutta italiana, al Giorno della Memoria. La senatrice a vita, deportata ad Aushwitz il 30 gennaio del 1994, si è recata al Binario 21 della stazione Centrale del capoluogo lombardo per ricordare la deportazione degli ebrei.

Quando i violenti erano aiutati dai fascisti ci guardavamo intorno e sentivamo le urla e le grida in italiano. Erano i nostri fratelli. Quando ci hanno spinto nei vagoni e sigillati ognuno piangeva con le lacrime dell’altro” ha raccontato Segre.

Covid, Segre: “Mi batto perché i detenuti di San Vittore siano vaccinati”


Nel corso della cerimonia Liliana Segre ha parlato delle vaccinazioni per i detenuti del carcere milanese di San Vittore:Mi voglio occupare che siano vaccinati perché io sono stata 40 giorni in quelle celle, anche se oggi sono state rinnovate”.

La senatrice, prima di essere deportata nel campo di concentramento di Aushwitz, a soli 14 anni venne rinchiusa per un mese e mezzo proprio nel carcere di San Vittore.

Eravamo merci, vitelli destinati al mattatoio. Nessuno ci ha fermato per strada quando con i camion ci hanno portato alla stazione per essere deportati. Sono stati i detenuti che ci hanno dato l’ultimo saluto di grande umanità. Quei detenuti ci hanno fatto sentire ancora persone” ha raccontato Liliana Segre.

 


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