Musa Balde, morto al Cpr di Torino: “Era in Italia per una vita migliore”

Musa Balde si è spento nell'ospedaletto della struttura: "Vogliamo capire come è finito lì". Ora la raccolta fondi per riportare il corpo in Guinea

newsby Sara Iacomussi31 Maggio 2021



Nessuno lascia il proprio Paese per piacere. Vieni in Italia per una vita migliore – così la comunità guineana a Torino, davanti al Cpr di corso Brunelleschi dove la settimana scorsa è morto uno di loro, Musa Balde. È un essere umano come tutti gli altri. Ha dei diritti, e vanno difesi“.

La rabbia della comunità guineana: “Ti abbiamo portato a morire”

Ora si tenta di raccogliere i fondi necessari per riportare il suo corpo nella terra natale. “Le spese sono enormi, infatti noi spesso facciamo raccolte fondi. Ma se noi siamo in Italia non è solo per scappare dalla guerra o dalla fame. Le cause non sono per forza queste, ma c’è sempre una motivazione dietro“, spiegano i ragazzi della Guinea. E strazianti sono i messaggi per il giovane: “Perdonaci, la nostra umanità è morta prima di te. Riposa in pace“, “Musa Balde, ti abbiamo portato a morire. Che la terra ti sia lieve“.

La comunità è affranta per il proprio compagno scomparso. E la rabbia per una morte evitabile come quella di Musa Balde è altissima: “È morto un sabato, e i suoi diritti sono stati lesi. Questa è l’unica cosa che vogliamo dire. Perché è un essere umano come tutti gli altri. Che sia straniero o che sia italiano, comunque ha un diritto. E questo diritto dev’essere difeso“.

Perché Musa Balde era nell’ospedaletto? Avvocati al lavoro

Ciò su cui ci si continua a interrogare, a proposito della scomparsa di Musa Balde, sono le circostanze delle sue ultime ore. “L’autopsia copre solo una parte di ciò che noi vogliamo capire. Noi vogliamo capire perché era qui, e perché era stato rinchiuso nell’ospedaletto. Anche perché l’ospedaletto non è previsto da nessuna normativa. Nell’esposto l’abbiamo scritto. E ritengo che porre una persona in una situazione di detenzione deteriore rispetto a quanto previsto dalla normativa costituisca sequestro di persona“, spiega l’avvocato Gianluca Vitale.

Da tempo stiamo chiedendo che ciò costituisca un reato. Perché non è la prima volta che ci sono dei morti nell’ospedaletto. Musa Balde è stato sbattuto lì e lì è morto. È ora veramente di comprendere se questi posti sono legittimi e se non lo sono bisogna avere il coraggio di chiuderli. Per l’ennesima volta i giudici di pace rinunciano alla loro funzione e si limitano a un atteggiamento notarile“, aggiunge l’avvocato.


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