Hitler era davvero ebreo come dice Lavrov? Gli storici sono divisi

Il ministro degli Esteri russo provoca su Zelensky e lo paragona al dittatore nazista: ma Hitler aveva davvero origini ebraiche? Come nasce questa teoria

Sergei Lavrov Zelensky ebreo come Hitler
Foto Wikimedia Commons | Dipartimento di Stato americano
newsby Alessandro Boldrini2 Maggio 2022


Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di un’intervista a Zona Bianca su Rete 4 ha affermato che Volodymyr Zelensky è portatore di idee antisemite e naziste. Nonostante il presidente ucraino sia ebreo. “Ma questo non significa niente, anche Hitler aveva origini ebraiche – ha replicato Lavrov –. I maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei”.

Questa dichiarazione del titolare della diplomazia di Mosca ha generato un vortice di polemiche suscitando l’indignazione dell’intera comunità ebraica. A partire da quella di Roma, con il presidente Ruth Dureghello che in una nota ha definito le affermazioni di Lavrov “deliranti e pericolose” perché “riscrivono la storia sul modello dei Protocolli dei Savi di Sion”. Immediata è stata anche la reazione di Israele che ha condannato le parole del ministro russo e convocato l’ambasciatore russo a Gerusalemme. Ma Adolf Hitler era veramente ebreo come dice Lavrov?

Hitler era ebreo? La tesi cospirazionista divide gli storici

La tesi sulle presunte origini ebraiche del Führer trae origine da una teoria cospirazionista diffusa nel 1946 durante il processo di Norimberga. Il suo “autore” è Hans Frank, governatore della Polonia occupata dai nazisti, che in un memoriale scritto per scagionarsi dalle proprie colpe sostenne che l’origine ebraica del cancelliere tedesco derivasse da una relazione extraconiugale della nonna paterna, Maria Schicklgruber.

Adolf Hitler era ebreo?
Foto Wikimedia Commons | National Archives at College Park

Frank disse che nel 1930 uno dei nipoti del dittatore, il britannico William Patrick Hitler, ricattò il futuro Führer nazista minacciando di rivelare che la nonna rimase incinta di un uomo d’affari ebreo di Graz, Leopold Frankenberger, presso il quale lavorò come domestica dal 1836. Ricostruzione più volte contestata dagli storici dell’Olocausto, secondo i quali non esistono prove storiche certe a sostegno di questa teoria.

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Lo storico tedesco Nikolaus von Preradovich, ad esempio, affermò che questa circostanza fosse impossibile per il semplice fatto che “neanche un ebreo” vivesse a Graz, in Austria, prima del 1856. In un articolo pubblicato nel 2019 sul Journal of European Studies, invece, lo psicologo americano Leonard Sax ripropone la discussa tesi documentando la presenza di una piccola comunità ebraica a Graz già prima del 1850.

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E ancora una volta criticata da altri esperti. Come ad esempio lo storico britannico Richard J. Evans, ex presidente del Wolfson College alla Cambridge University e autore di una trilogia sulla storia del Terzo Reich. Evans ha ribadito che secondo lui le memorie di Frank (che fu anche l’avvocato personale di Hitler; a sinistra nella foto qui sotto) sono “notoriamente inaffidabili”, ha detto al Times of Israel.

Hans Frank Hitler era ebreo?
Foto Wikimedia Commons | Otto Rosner (CC0 1.0)

Secondo Evans e il collega Ian Kershaw – autore nel 1998 di ‘Hitler 1889-1936: Hubris’ – all’epoca del concepimento del padre del futuro Führer, Alois, a Graz non viveva nessuna famiglia Frankenberger. Ci vivevano invece dei Frankenreiter, che però non avevano origini ebraiche. Dello stesso parere è infine un esperto dell’Università di Tel Aviv, Havi Dreifuss, il quale si dice scettico sul fatto che questa diatriba possa apportare un reale contributo alla ricerca sull’Olocausto.


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