Il sottile confine tra goliardia e offesa nel 2021

Le battaglie sociali degli ultimi anni hanno portato a una percezione differente di molti comportamenti che in passato non destavano il minimo scalpore. Alcuni eventi recenti, come il caso di Greta Beccaglia, hanno portato alla ribalta questo divario di punti di vista tra vecchie e nuove generazioni

Il sottile confine tra goliardia e offesa nel 2021
Questa lavagnetta, esposta all'esterno di un locale di Torino, ha sollevato molte polemiche
newsby Alessandro Bolzani9 Dicembre 2021


Nel corso degli ultimi anni, il confine tra la goliardia e ciò che invece viene recepito come un contenuto offensivo è diventato sempre più sottile. Ciò non deve stupire più di tanto: è normale che nel tempo la percezione della società rispetto a certi comportamenti muti. Negli ultimi dieci anni ci sono state tantissime battaglie sociali che hanno permesso alla voce delle minoranze di diventare più ascoltata e influente. L’impegno degli attivisti ha reso possibile portare all’attenzione problemi in precedenza ignorati o sottovalutati, dando la spinta alla creazione di ambienti più inclusivi e/o tolleranti.

Quando la goliardia non è più percepita come tale

Per rendersi conto di questo cambio di “percezione” è sufficiente prendere in considerazione alcune delle notizie degli ultimi giorni. La più recente riguarda la polemica che ha indotto il proprietario di un locale di Torino, il Rough, a rimuovere una lavagnetta che riportava una frase ritenuta sessista: “Tre birre Pale Ale 6 €, se mostri le tette 5 € (in cassa)”. Forse fino a pochi anni fa un’iniziativa del genere sarebbe passata quasi inosservata, ma ora la situazione è cambiata. La foto della lavagnetta, infatti, ha fatto il giro del web, generando parecchi commenti inviperiti.

Il divario generazionale

In linea generale, sono soprattutto i più giovani a ritenere una scritta del genere problematica, mentre chi ha un po’ di anni in più sulle spalle tende a non vederci nulla di male. Si tratta chiaramente di una semplificazione e non mancano delle eccezioni in tal senso, tuttavia è difficile negare che chi ha vissuto con una percezione culturale differente tenda a essere più refrattario ai cambiamenti degli ultimi anni. Si tratta di una dinamica tutt’altro che nuova e che da sempre è alla base del cosiddetto scontro generazionale.

Il caso di Greta Beccaglia

Questa spaccatura tra vecchie e nuove generazioni si può notare anche nel caso della molestia subita dalla giornalista Greta Beccaglia. Sono stati soprattutto i più giovani a condannare il gesto del tifoso della Fiorentina, mentre chi è cresciuto in un periodo diverso si è mostrato più propenso a minimizzare. Lo stesso discorso vale anche per la polemica relativa al cat calling, che di tanto in tanto torna a infiammare il web. Chi è cresciuto negli anni in cui i fischi per strada alle donne erano la normalità, anche al cinema e in televisione, ora fatica a capire le motivazioni delle persone che li condannano. Tra tutti questi argomenti c’è anche un altro punto in comune: il sessismo.

Goliardia o sessismo?

Inconsciamente o meno, in passato si tendeva a non ritenere problematici dei comportamenti che negli ultimi anni, grazie anche alla lotta dei movimenti femministi, sono stati riconosciuti come sessisti. Se in passato una pacca sul fondoschiena o un fischio per strada non destavano scalpore, ora la situazione è cambiata. Il mutamento, come accennato, è soprattutto culturale. Ciò non significa che in passato per le donne alcuni atteggiamenti degli uomini non fossero degradanti, ma solo che erano talmente accettati dalla società da finire per essere minimizzati anche da chi li subiva. Per molte donne i sentimenti di vergogna e umiliazione erano gli stessi di ora, ma esternali era più difficile.


Tag: Greta BeccagliaSessismoTorino