Gli inglesi parlano la lingua italiana molto più di quanto noi crediamo

Non solo “ciao”, “bravo” o “pizza”, ma usano anche termini politici come “propaganda” o “manifesto”. Alcuni dei significati sono stati storpiati, come “bimbo”

La lingua italiana parlata dagli inglesi
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newsby Lorenzo Grossi25 Luglio 2022


La lingua inglese oggi è sicuramente la lingua egemone: eppure ci sono tante parole che gli inglesi copiano da quella italiana. Se cringe, contact tracer, burger e tanti altri vocaboli english sono entrati nella lingua italiana corrente, esiste però anche il fenomeno inverso. Ovvero “parole italiane utilizzate correntemente nella lingua inglese, caso più antico, meno attuale e ‘invasivo’, ma comunque importante e del quale gli italiani spesso non sono consapevoli”. È quello che fa notare Alessandro Ceccarini, studioso della lingua inglese e insegnante al liceo delle Scienze umane delle Maestre Pie di Rimini.

Da anni si dedica allo studio di questi vocaboli che ora ha, a mo’ di dizionario, di 250 vocaboli italiani (e qualcuno latino) che nel tempo sono entrati nel vocabolario inglese, utilizzati correttamente e correntemente nella lingua delle isole britanniche. Alcune parole derivano dal mondo musicale come pianoforte o orchestra, altre dal campo alimentare, quali radicchio o scampi. Altre ancora provengono dal lessico artistico come basilica o terracotta, altre da quello prettamente religioso come novena od oratorio. Molte parole si rifanno alla medicina e all’anatomia, è il caso di influenza o tibia, altre da modi di dire italiani (lingua franca).

Numerosi vocaboli della lingua italiana sono entrati a far parte delle parole usate dagli inglesi

Se ne contano numerose appartenenti alle categorie più disparate, da quelle sociopolitiche come manifesto e propaganda, agli aggettivi umani, animali e di cosa (docile), altre ancora diverse, da lotto a ferrata. Alcune di queste parole esprimono gli stessi significati dall’italiano all’inglese. In altri casi hanno mantenuto solo uno di quelli italiani o latini, mentre per altri sensi hanno adottato vocaboli anglosassoni o di altra etimologia.

È il caso di adagio: in italiano ha molti significati ed è sinonimo di lentamente, con cura, a voce bassa, mentre in inglese ha solo il senso di brano musicale suonato in modo lento e dolce. In altri casi il significato si è discostato così tanto nel tempo, al punto che le due parole sono diventate veri e propri false friends l’una per l’altra. Bimbo, ad esempio. In inglese significa una donna attraente, ma un po’ sciocchina e poco intelligente, “un vocabolo che fa pensare a qualche soubrettina della tv o dei social”.

La loro lingua ha molti forestierismi

Ma gli inglesi/anglofoni hanno coscienza che stanno utilizzando parole in lingua italiana? “No, assolutamente. Non solo gli italiani non lo sanno, ma neppure gli inglesi ne sono consapevoli, anche perché la loro lingua è frutto di una base celtica, anglosassone, ma con molti forestierismi da varie lingue, latino e francese in testa (pensiamo a forume ballet), ma anche dal giapponese (judo), spagnolo (mosquito), indiano (shampoo), e tanti altri. Essendo una lingua così varia e ibrida, gli anglofoni non fanno caso alla provenienza delle parole del loro vocabolario. In generale si pensa che in inglese si usino solo termini italiani come pizza, pasta e mafia. Nessuno crede che ce ne siano oltre 250”.


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