Energia nucleare, quali sono i pro e i (pochi) contro?

Si riaccende il dibattito sull’energia nucleare dopo la bozza di piano della Commissione Ue che propone di includerla fra le fonti green

Energia nucleare, quali sono i pro e i (pochi) contro?
La torre di raffreddamento della centrale nucleare di Chernobyl
newsby Alessandro Boldrini3 Gennaio 2022


Il tema dell’energia nucleare torna ad infiammare il dibattito politico anche a livello europeo. La Commissione Ue venerdì ha infatti inoltrato ai governi degli Stati membri la bozza di piano per includere l’atomo e il gas fra le fonti green. La proposta ha subito provocato le reazioni di alcuni Paesi fortemente contrari a questa idea.

Il Lussemburgo attacca l’Ue

Fra questi il Lussemburgo, che ha criticato la bozza dell’Ue attraverso il suo ministro dell’Energia, Claude Turmes. Su Twitter, Turmes ha definito la proposta “una provocazione dal punto di vista procedurale” e “in termini di contenuto nasconde il rischio di un greenwashing”.

Il ministro lussemburghese si è poi detto pronto a “esaminare la proposta nel dettaglio e a discutere ulteriori passi” insieme a Germania e Austria, altrettanto contrarie a includere il nucleare tra gli investimenti sostenibili.  Quanto alle tempistiche, Turmes ha parlato di “un’azione notturna e nebulosa. Questo la dice lunga sulla trasparenza”.

Il dibattito in Italia

Già nei mesi scorsi il tema dell’energia nucleare era stato al centro del dibattito politico italiano. Le parole del ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Forum Ambrosetti di Cernobbio avevano infatti ricevuto il plauso del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha addirittura aperto alla possibilità di costruire una centrale in Lombardia.

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, aveva invece definito le dichiarazioni di Cingolani “sacrosante”; mentre il Movimento 5 Stelle non aveva nascosto la sua inquietudine, spingendo l’ex premier Giuseppe Conte a chiedere un incontro chiarificatore con il ministro. Il M5S è da sempre contrario all’utilizzo del nucleare.

Energia nucleare, i pro

Ma al netto delle partigianerie e delle posizioni ideologiche, quali sono i pro e i contro dell’energia nucleare? Partiamo dai primi. Secondo l’Osservatorio sulla Casa, i vantaggi sono innumerevoli, soprattutto in termini economici e di produttività. Vediamo quali sono.

Uno dei principali riguarda la possibilità delle centrali di produrre grandi quantità di energia. Basti pensare che un singolo reattore è in grado di soddisfare il fabbisogno di una o più città di dimensioni discrete. Inoltre, se paragonate ad altre centrali, le emissioni di quelle nucleari sono piuttosto basse: la maggior parte del gas emesso è vapore acqueo e dunque non è inquinante.

Dal punto di vista economico, invece, ci sono i vantaggi legati ai bassi costi di produzione dell’energia nucleare e dell’uranio. La maggior parte dell’investimento riguarda infatti la costruzione della centrale, che tende ad ammortizzarsi nel corso degli anni di attività. Anche il mantenimento di una centrale ha un costo contenuto, oltre al fatto che necessita dell’impiego di numerosi lavoratori.

I (pochi) svantaggi

I contro dell’energia nucleare, al di là delle credenze diffuse nell’immaginario comune, sono invece limitati. I principali riguardano incidenti e disastri come quello di Chernobyl nel 1986 o quello di Fukushima del 2011. Di contro, però, bisogna ricordare che nel corso dei decenni sono stati fatti enormi passi avanti sul fronte della sicurezza.

Un altro aspetto negativo è legato al costo di costruzione di una centrale che, come accennato in precedenza, tende però ad ammortizzarsi nel corso del tempo. Bisogna poi ricordare che il nucleare non è una fonte di energia rinnovabile, in quanto uranio e plutonio sono presenti in quantità limitate sulla Terra e necessitano di un apposito trattamento prima del loro utilizzo.

Infine, vi è il capitolo delle scorie nucleari. Si stima infatti che ogni centrale produca all’incirca 20-25 tonnellate di scorie ogni anno. I rifiuti tossici rimangono poi attivi per centinaia o migliaia di anni, con potenziali rischi per l’ambiente. Questo tema è dunque collegato a doppio filo con quello dei siti di stoccaggio, assenti in Italia.

Il deposito nazionale di scorie

Attualmente della gestione dei rifiuti radioattivi se ne occupa la Sogin, la partecipata pubblica controllata dal Ministero dell’Economia, che un anno fa ha presentato la Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il deposito dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività. In totale, le aree idonee ad ospitare un deposito nazionale sono 67 in sette regioni. Anche in quel caso, però, non erano mancate le proteste.


Tag: Nucleare