Dossier turismo: l’Italia tra i paesi più colpiti dalla crisi in Europa

Secondo il rapporto di AGI/Censis gli arrivi sono calati di oltre il 50%, ma ci sono possibilità per ripartire

Dossier turismo: l'Italia tra i paesi più colpiti dalla crisi in Europa
Dossier turismo: l'Italia tra i paesi più colpiti dalla crisi in Europa - Getty Images | Laura Lezza
newsby Redazione27 Febbraio 2021


Dal dossier AGI/Censis sul settore del turismo emerge un quadro catastrofico. Nel 2020, a causa della pandemia, le presenze negli alberghi, chiusi per molti mesi, sono crollate. Senza la possibilità di fare viaggi all’estero, i turisti stranieri nel nostro paese sono spariti, determinando la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Le conseguenze di Covid-19 sul turismo sono paragonabili solo alla crisi provocata, vent’anni fa, dall’11 settembre. “Il turismo ha conosciuto una nuova, imprevista, ma soprattutto devastante battuta d’arresto“, si legge nel dossier di Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020/2021.

Il turismo in Italia è tra i più colpiti d’Europa

Con il 30% del totale degli esercizi ricettivi d’Europa concentrati sul nostro territorio, l’Italia è il secondo Paese per presenze straniere. Questo primato, in tempi di crisi, si è trasformato in una perdita senza paragoni. Il Bel Paese ha segnato quasi 220 milioni di presenze in meno nelle strutture nei primi undici mesi del 2020. Secondo le stime Istat questo corrisponde a un -52,2%.

A livello globale, Ocse ha rilevato tra il -60 e il -80% dei flussi, con perdite economiche superiori a 1.100 miliardi (Unwto).

Oltre alla perdita di 50 miliardi di euro in consumi, il dato preoccupante è anche quello riguardante i posti di lavoro: -265 mila occupati solo nel secondo trimestre dello scorso anno.

Un turismo che deve cambiare

Il dossier AGI/Censis però giudica positivamente l’impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il turismo ha bisogno di “un pensiero alto di riprogettazione“, si legge. Il report rileva anche criticità e settori di sviluppo: la qualità dell’offerta extralberghiera, la stagionalità e la ridotta durata dei soggiorni. Oltre a questi, anche una la polarizzazione dei flussi: il 58% su 5 sole Regioni.

Anche nelle infrastrutture il dossier rileva problematiche con un forte impatto sul turismo. Per esempio, quelle legate alla logistica, al sistema portuale e ferroviario. Tutte variabili che mettono l’Italia al settimo posto nell’indicatore mondiale di competitività turistica.

La valorizzazione delle mete sconosciute

Risulta evidente dal dossier che il turismo italiano, nonostante il pregio e l’ampia rete di strutture ricettive, debba rivedere alcuni aspetti della propria offerta complessiva.

Prima di tutto, la destagionalizzazione e la valorizzazione delle mete meno frequentate. Per farlo, il dossier indica eventi e format per inserirsi nel circuito internazionale.

Un altro obiettivo dovrebbe essere, secondo AGI/Censis, quello della riprogettazione degli alberghi in favore di strutture più attente all’impatto ambientale e alla responsabilità ecologica, puntando sull’efficientamento energetico, servizi innovativi e transizione digitale.

Puntare sul turismo a corto raggio

Nel dossier viene citato l’esempio del colosso degli affitti brevi Airbnb. Il turismo di prossimità è quindi la strada da percorrere: spostamenti brevi, magari in auto.

Spiegano gli autori della ricerca: “Un po’ come è avvenuto nelle città per il commercio, dove i piccoli alimentari di quartiere hanno registrato un imprevisto ritorno di clientela la crisi sanitaria legata alla pandemia ha offerto una seconda giovinezza a questo comparto e molte località turistiche, anche secondarie, sono tornate a ripopolarsi grazie ai proprietari di seconde case, come non succedeva da tempo“.


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