Cos’è la mandragora: la pianta tossica che somiglia agli spinaci

Le foglie della mandragora seppur molto simili per aspetto a ortaggi, come spinaci o lattuga, o a altre piante commestibili, se ingerite sono molto pericolose, perché altamente tossiche

Una mandragora
Photo by Agnieszka Kwiecień, Nova licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it)
newsby Jennifer Caspani6 Ottobre 2022


Diverse persone sono state ricoverate la scorsa notte all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, a Pozzuoli in provincia di Napoli, per un’intossicazione alimentare. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbero ingerito foglie di mandragora, confuse per il loro aspetto con spinaci o biete, e poi si sarebbero sentiti male, finendo in ospedale. Ma cos’è la mandragora?

Che cos’è la mandragora

Resa celebre anche dai libri e dai film di Harry Potter, dove veniva utilizzata come antidoto per liberare alcuni personaggi dalla pietrificazione, è una pianta della famiglia delle Solanacee, diffuse in tutte le zone del Mediterraneo caratterizzate da un clima mite. Le sue foglie seppur molto simili per aspetto a ortaggi, come spinaci o lattuga, o a altre piante commestibili, se ingerite sono molto pericolose, perché altamente tossiche. La pianta contiene, infatti, degli alcaloidi che portano ad una sindrome centrale da intossicazione dovuta a sostanze atropino-simili.

Sintomi

L’ingestione delle foglie di mandragora può produrre effetti tossici a carico di diverse parti del corpo, dal sistema nervoso all’apparato gastrointestinale. I sintomi sono diversi, tra questi vi sono confusione mentale, vertigini, nausea, diarrea e malessere generale. Ma in mancanza di un rapido intervento l’ingestione delle sue foglie può portare perfino al coma e alla morte. Per scongiurare il rischio, occorre somministrare un antidoto specifico: la fisostigmina.

Caratteristiche della madragora: una pianta “magica”

La mandragola è una pianta erbacea dalle piccole dimensioni, caratterizzata da una resistente e robusta radice a fittone che, sotto il livello del suolo assume una forma simile a quella di un corpo umano. Anche  a causa di questa forma antropomorfa della sua radice veniva utilizzata fin dall’antichità per via di credenze sulle sue proprietà magiche e medicamentose. Nell’antica Grecia, per esempio, era usata, aggiunta in basse quantità a cibo e vino, per conciliare il sonno; ma anche come amuleto porta fortuna.


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