Coronavirus: l’inadeguatezza del sistema negli occhi di chi è guarito

"Qualcuno dovrà rendere conto degli sbagli, se non avessi avuto parente medico...", si lamenta Giorgio Bausardo, scampato al Coronavirus

Coronavirus: l'inadeguatezza del sistema negli occhi di chi è guarito
Newsby Sara Iacomussi 22 Aprile 2020

Giorgio Bausardo è uno dei cittadini torinesi che è stato colpito dal Coronavirus. Ora è guarito, facendo ritorno a casa sua, ma ha voluto raccontare nel dettaglio la sua personale vicenda: “Hanno sbagliato nella prima fase a non verificare subito le mie condizioni. Se non avessi avuto un parente medico, sicuramente sarei rimasto a casa. Sarei poi andato in ospedale, ma con una situazione di salute molto più compromessa“.

Dai sintomi al ricovero

Difficile capire, almeno all’inizio, di soffrire proprio di Coronavirus: “Avevo sintomi relativamente lievi, febbre che con la Tachipirina scendeva e malessere diffuso. Ma il mio medico di base non aveva ricevuto indicazioni particolari, mi ha consigliato di rivolgermi ai numeri di emergenza. Questi ultimi mi hanno risposto che sarebbero intervenuti solo in presenza di difficoltà respiratorie“.

Una dritta familiare ha permesso a Bausardo di saltare la normale trafila: “Grazie al fatto di avere una cognata medico sono andato al Pronto Soccorso. L’ho fatto su suo suggerimento una settimana dopo i primi sintomi. Mi hanno visitato e fatto il tampone, quindi mi hanno ricoverato. Mi hanno dimesso dandomi tutte le indicazioni e dicendo che sarei stato contattato tutti i giorni dall’Asl, ma questo non è avvenuto“.

Coronavirus: la situazione del sistema

I giorni successivi si sono rivelato particolarmente confusi: “Sono spariti dal 19 marzo, quando sono stato dimesso. Il 10 aprile mi hanno telefonato per dirmi che mi avrebbero fatto il tampone per il Coronavirus, 7-8 giorni dopo mi hanno fatto il secondo. Del primo nessuno mi ha mai comunicato l’esito, ho saputo che era negativo solo il secondo. Ma i numeri che mi hanno dato da contattare erano irraggiungibili, sempre occupati“.

Quindi il giudizio finale, molto severo, di Bausardo sulla generale gestione dell’emergenza Coronavirus: “Non ci sono certezze, è pura fortuna se si esce bene o male. Soprattutto durante i primi giorni ho vissuto a casa con mia moglie, che per fortuna non ha avuto grosse conseguenze. Anche lei però per 2-3 giorni ha avuto un certo malessere. Nessuno ha pensato di sottoporla a tampone, ma quasi sicuramente l’ho infettata. Questa è una cosa assurda“.

Si è percepita un po’ di inadeguatezza del sistema, qualcuno dovrà rendere conto“, la conclusione del cittadino torinese.

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