Ma chi organizza il Concerto
del Primo Maggio?

Concerto del Primo Maggio al centro di infinite polemiche su contenuti, costi e organizzazione. Ma cosa c'è dietro? Facciamo un po' di chiarezza

Concerto del Primo Maggio
Concerto del Primo Maggio (Photo by Ernesto Ruscio/Getty Images)
newsby Marco Enzo Venturini2 Maggio 2021


Le polemiche sul Concerto del Primo Maggio stanno catalizzando l’opinione pubblica all’indomani dell’evento dell’Auditorium Parco della Musica (che eccezionalmente, a causa delle misure di contenimento anti COVID-19, ha sostituito la tradizionale sede di piazza San Giovanni in Laterano). Al netto delle proteste di Fedez sul suo discorso, si discute sui più disparati aspetti dell’evento. Quanto costa effettivamente la sua realizzazione? E, scavando ancora di più, chi è che lo organizza ogni anno? E quale ruolo riveste in tutto questo la Rai?

Concerto del Primo Maggio: una premessa e un po’ di storia

Senza voler entrare nella bagarre di chi lancia accuse a questo o quell’altro, proviamo solo a rendere chiari gli ingranaggi della “macchina”. Perché se è vero che spesso si parla di “carrozzone” quando si parla di Rai, è altrettanto vero che questo è inserito in un processo di produzione ancor più imponente. Con i tasselli al posto giusto, cerchiamo di offrirvi ancor più elementi di chiarezza sul Concerto del Primo Maggio. Per poi permettervi di farvi un’opinione in merito a quanto accaduto e sta accadendo.

Il 1° maggio è la Festa dei lavoratori non solo in Italia, ma in tutto il mondo, sin da un celebre sciopero avvenuto a Chicago in questo specifico giorno dell’anno 1886. E la data fu istituzionalizzata negli Usa e poi nel resto del Pianeta a partire dall’anno successivo, il 1887. In Italia arrivò nel 1890, e esattamente cent’anni dopo nacque il famoso “concertone” annuale. Il primo Concerto del Primo Maggio avvenne infatti nel 1990, su iniziativa dei tre sindacati confederati italiani: Cgil, Cisl e Uil.

Organizzazione, produzione e il ruolo della Rai

Se quindi i sindacati sono i promotori del Concerto del Primo Maggio, a chi sono affidati organizzazione e produzione? Non alla Rai, che pure lo trasmette sin dalla prima edizione in versione integrale o quasi. Come si può leggere sul sito ufficiale dell’evento, infatti, attualmente questo è compito di iCompany. Ossia una società a responsabilità limitata che, come afferma nel proprio sito internet, “si occupa di ideazione, produzione, management, edizioni musicali, comunicazione e percezione, formazione, fundraising, distribuzione“. E iCompany, si legge ancora, “sviluppa e potenzia le sue attività attraverso collaborazioni e partnership strategiche con alcune delle principali realtà del settore musicale nazionale“.

E quindi la Rai cosa c’entra? Una spiegazione arriva ancora una volta dal sito ufficiale dello stesso Concerto del Primo Maggio. “Una maratona musicale, un programma televisivo e un evento di piazza allo stesso tempo, con la pretesa di accontentare tutti pur mantenendo alta la qualità e con uno sfondo di contenuti sociali sempre presente e vivido. La particolarità del binomio Tv / Piazza è in assoluto l’aspetto più affascinante di un evento che, forte di ben tre decenni di storia a tratti leggendaria, abbraccia ancora oggi un target di pubblico incredibilmente vasto e variegato“.

Ingerenze e “censura”: quanto incide la Rai sul Concerto del Primo Maggio?

La Rai, in altre parole, non ha voce in capitolo su ciò che verrà detto sul palco del Concerto del Primo Maggio, né tantomeno sugli ospiti da invitare. Incide però sui costi necessari all’organizzazione dell’evento, coprendone circa la metà. La restante parte dei fondi sono invece garantiti da sponsor privati, e che la stessa organizzazione comunica senza alcuna eccezione. Per il 2021 i principali erano Intesa Sanpaolo, Eni, Unipol e Galbani.

Quella della Rai con il Concerto del Primo Maggio, invece, è intesa come una mera “collaborazione”. E anche in tal senso vanno interpretate le fatidiche parole di Ilaria Capitani nella telefonata a Fedez: “La Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà“.


Tag: Primo MaggioRai