Come costruire un bunker antiatomico. Le informazioni necessarie

Un bunker
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newsby Redazione4 Marzo 2022


Negli anni della Guerra Fredda, quando tutto il mondo guardava con terrore al prossimo attacco nucleare, molte nazioni investivano ingenti risorse nella realizzazione dei bunker antiatomici.

Queste strutture sotterranee, fatte per resistere agli effetti degli attacchi termonucleari e alle armi biologiche e chimiche, contenevano tutto il necessario per sopravvivere alle situazioni estreme e restare al riparo dalle radiazioni per alcuni anni. Nel corso dei decenni sono diventati uno dei simboli distintivi dei prepper, persone che fanno il possibile per tenersi pronte in vista di eventuali cataclismi. Negli ultimi anni, tuttavia, le richieste per la realizzazione dei bunker sono aumentate e sono iniziate ad arrivare anche da chi non ha una spiccata propensione al survivalismo. Si tratta di una reazione comprensibile a uno dei momenti più incerti della recente storia mondiale, caratterizzato da una pandemia non ancora finita del tutto e da crescenti tensioni internazionali, che di recente sono sfociate in una guerra tra la Russia e l’Ucraina.

I passi da seguire per costruire un bunker

Quali sono le procedure da seguire per costruire un bunker? Per quanto possa sembrare banale (o surreale, dipende dai punti di vista), il primo passo da compiere è chiedere al proprio Comune tutti i permessi necessari per avviare la costruzione del rifugio. Prima di iniziare i lavori servono una programmazione e una progettazione adeguata.

Un bunker abbandonato
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Una volta ottenuti i permessi è possibile passare alla seconda fase: scegliere il luogo adatto in cui costruire il bunker. Non si tratta di un compito facile, perché i fattori da prendere in considerazione sono molteplici. In primo luogo bisogna trovare un luogo segreto e sicuro. Inoltre, è essenziale evitare di costruire il bunker nei pressi di un grande bacino d’acqua, perché in caso di inondazione si potrebbero verificare danni all’integrità strutturale del rifugio. Per lo stesso motivo è importante evitare i luoghi in cui potrebbe scoppiare un incendio. Le aree ricche di vegetazione non sono l’ideale, perché le radici delle piante rischiano di creare dei problemi.

Dopo aver individuato il luogo in cui costruire il bunker, si può procedere alla realizzazione della planimetria. Pensando al rifugio come a una piccola casa, ci sono alcuni accorgimenti che si possono seguire per gestire al meglio lo spazio (di solito ridotto). Per esempio, si può puntare su un open space caratterizzato da pareti attrezzate. Anche sfruttare gli spazi verticali è un buon modo per ottimizzare il tutto. La sicurezza deve avere la priorità, ma ciò non significa rinunciare del tutto al comfort. Nessuno vuole trascorrere tanto tempo in un rifugio claustrofobico. Non devono mancare un impianto di areazione e dei servizi igenici.

Per quanto riguarda i materiali, è essenziale puntare su quelli più resistenti. Le scelte più comuni sono la lamiera (durevole e a prova d’acqua, ma costosa e non isolante), i mattoni (tanto economici quanto resistenti) e il cemento (capace di sopportare pesi enormi). Il legno deve essere evitato, perché può marcire e causare delle infestazioni.

Scavare un bunker armati solo di una pala è impensabile. Per realizzarlo in tempi brevi e con precisione è necessario utilizzare macchine adatte allo scopo, come un escavatore e un trencher. È consigliabile rivolgersi a un’impresa edile, così da poter affidare il compito a dei professionisti e minimizzare il rischio di errori.

Mentre l’impresa edile è al lavoro, può essere utile portarsi avanti e recuperare tutto ciò che è indispensabile per sopravvivere all’interno di un bunker. Innanzitutto è consigliabile recuperare un buon impianto di ventilazione e dei filtri per l’aria, necessari per ridurre il rischio di una contaminazione. Anche comprare un generatore è importante: chi ne è sprovvisto non può utilizzare l’energia elettrica all’interno del bunker. Può essere una buona idea sceglierne uno alimentato dal Sole, così da non dover riempire il rifugio di combustibile.

Oltre ai filtri dell’aria, anche quelli dell’acqua sono indispensabili. Meglio puntare su quelli a ultravioletti, ottimi per sbarazzarsi in modo efficace di virus e batteri. Infine, è necessario dotare l’impianto di un sistema per la rimozione dei rifiuti. Sul mercato ce ne sono diversi, tra cui alcuni che trasformano le feci in fertilizzante. Nel rifugio, ovviamente, non devono mancare numerose confezioni di acqua in bottiglia e di prodotti alimentari non deperibili. Oltre all’essenziale per cucinare, bisogna tenere a mente anche di mettere nel bunker alcuni oggetti utili per tenere occupata la mente, come libri ed eventuali giochi da tavolo.

Quanto costa costruire un bunker?

In media, un bunker costa tra i 2 e i 3mila euro al metro quadrato. Per un rifugio di medie dimensioni la spesa complessiva oscilla dai 60 ai 90mila euro. Per quelli più grandi, invece, è possibile arrivare a dei costi di costruzione compresi tra i 200 e i 300mila euro.

L'ingresso di un bunker
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Dove si trovano i rifugi antiaerei in Italia?

Nelle principali città italiane sono ancora presenti vari bunker e rifugi antiaerei, costruiti a partire dalla seconda guerra mondiale. A Milano, per esempio, si trovano circa 500 bunker privati e oltre 100 rifugi pubblici. Uno dei pochi attualmente visitabile è il cosiddetto Rifugio 87, situato sotto la scuola elementare Leopardi di viale Luigi Bodio, che poteva ospitare 450 persone. Altri rifugi sono presenti in Via Di Gioia e via Cesare Battisti.

A Roma molte cantine furono trasformate in dei rifugi antiaerei. Inoltre, vennero realizzati 12 bunker blindati destinati a pochi eletti. Tra i più famosi di sono quello di villa Ada, creato tra il 1940 e il 1942 per proteggere la famiglia reale, e quello di villa Torlonia, conosciuto comeil bunker di Mussolini. Un altro rifugio ben conosciuto è quello del Palazzo degli uffici all’Eur.

Tra i bunker di Napoli, quasi tutti ricavati da strutture preesistenti, vale la pena menzionare quello creato nei tunnel dell’acquedotto greco-romano e il tunnel borbonico, creato nella metà dell’800 per garantire al re un adeguata via di fuga.

Torino può contare su 21 rifugi pubblici e oltre 1000 privati. Uno dei più grandi è quello di piazza Risorgimento, che può contare su muri di cemento armato spessi più di 80 centimetri. Le tre gallerie che lo compongono sono lunghe 40 metri, larghe 4.50 e alte 3.30. Può ospitare fino a 1150 persone. Un altro rifugio antiaereo è presente sotto piazza San Carlo.


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